ELBA: paesaggio, assetto sociale e economico si sono trasformati. Le miniere sono chiuse e… sono arrivati i cinghiali
tanelli@geo.unifi.it – I tempi nei quali i vigneti arrivavano fino a sotto il Capanne e le “vie” si percorrevano scalzi, con le scarpe sulle spalle, sono finiti. Sono finiti i tempi del turismo e del dolce rifugio elitario; i tempi durante i quali i paesi dell’Elba si spopolavano e con pochi soldi compravi case e magazzini, magari ricevendo anche in regalo tre o quattro ettari di pineta o di macchia. Dagli anni sessanta il turismo ed il suo indotto si è esteso, portando benessere diffuso e talora riscatto sociale. Anche dai più lontani paese dell’Elba sono partiti i primi studenti verso le Università del continente. Il paesaggio e l’assetto sociale ed economico dell’ Elba si sono trasformati. E’ morta la vecchia agricoltura, sono state chiuse le miniere… sono arrivati i cinghiali. Il territorio elbano si è consumato e cementificato. Ma lo Scoglio resta sempre uno dei più bei posti del mondo. Sono nate giovani imprese agricole, artigianali, di servizi e tecnologie. Dobbiamo attrezzarci ulteriormente per dare lavoro, vita sociale, iniziative culturali, idonei servizi sanitari e collegamenti. Dare speranza. In un mondo in cui i problemi ambientali sono all’ordine del giorno e il turismo ecologico e artistico è una fetta importante e qualificata della domanda, il Parco Nazionale è stato e resta un presidio per conservare e promuovere la natura e la cultura dell’Elba e dell’Arcipelago. Giuseppe Tanelli