C’è molta voglia di cambiamento e gli elbani sosterranno la volontà di influire positivamente sul futuro dell'Isola
ilvicinato@libero.it - «Marini vede una losca manovra regionale in un'iniziativa apolitica presa a favore degli elbani da molti suoi cittadini. Bene, mi rifaccio a metodi ingegneristici per spiegare cosa succederà. Per indire un referendum consultivo in un territorio la regione può essere sollecitata secondo varie modalità partecipative previste dalle sue leggi. Fra queste è ammessa anche la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare. Questo è il nostro caso, perciò esaminiamolo più in dettaglio. Il comitato ha predisposto una minimale proposta di legge per la fusione degli otto comuni in uno solo con il mantenimento delle municipalità locali. Abbiamo sempre detto che la raccolta delle firme serve a sostenere questa proposta di legge ed attivare perciò la strada referendaria. Senza il raggiungimento del numero minimo di firme (come auspica insistentemente Marini) la Regione non indirà il referendum per gli elbani, e decadrà così definitivamente per mano di pochi la rara possibilità messa a disposizione di tutti gli elbani e solo a loro di essere parte attiva di una scelta fondamentale del loro futuro. Se raggiungeremo le firme sufficienti (con grande delusione di alcuni) la regione esaminerà il progetto di legge e, se corretto, indirà il referendum consultivo tramite il quale tutti gli elbani avranno la possibilità di esprimersi al riguardo. E certamente parteciperanno in massa, data la rilevanza del quesito loro posto: volete il comune dell'isola d'Elba (SI) o preferite restare con otto comuni (NO)». Alberto Nannoni