31 ottobre 2011

Foto impietosa di Rio Marina, il paese del sindaco-capo e dei promettitori. Gli innumerevoli fallimenti della via alla democrazia partecipata

ilvicinato@libero.it - Mailing AsiNoi. «Caro Lorenzo, è inutile che tu continui ad arrovellarti in “strategie democratiche", Rio Marina è una comunità che da sempre ha la cultura del capo. La ragione parte della “differenzia” che l’ha popolata, quella degli “omini di mare”, abituati al capitano che ne stabiliva la buona o la cattiva sorte, la vita o la morte. Questa è l’amara realtà! La “Tua Rio” è un paese che da sempre si è diviso in “partiti personali” sia a livello religioso che sociale: il protestante Giovanni Cignoni contro il cattolico don Vincenzo Paoli, il Mellini contro il Del Buono, per giungere fino ai giorni nostri. Ogni qual volta avete intrapreso la “via della democrazia partecipata”, questa è fallita miseramente. Lo fu, solo per citarne alcuni, con Fiorenzo Chiesa, con Roberto Antonini, e adesso con Paola Mancuso. Insomma, ha sempre vinto "l'uomo/la donna forte", o chi è stato capace di presentarsi come tale, l’ultimo esempio è il Bosi. La povera Mancuso che non ha certo il carisma del capo, tant’è che deve fare le valigie, ha vinto le elezioni solo grazie ai vari Fortunati, Baleni e Martorella che leader non sono ma che sanno promettere tutto e a tutti, e ciò è plausibile a causa della mancanza di quel lavoro che attanaglia la “Tua Rio”. Do un consiglio a voi del Pd che vi state preparando alle comunali di primavera: siate meno democratici e trovate un “sindaco-capo” con una squadra di “promettitori”, i programmi non contano nulla! Solo così potrete “risalire le scale del comune”, in caso contrario tanti “cuccù” a tutti voi!». Buon lavoro, Clarice (M)