SANITÀ ELBA: CAMBIO DI PASSO SIGNIFICATIVO. Il Pd ha dimostrato di non essere il partito dei signorsì, né dei calabrachisti, né dei cerchiobottisti
marchetti.lorenzo@tiscali.it - «Le aperture della regione alle istanze dell’Isola d’Elba sono il frutto della mobilitazione della comunità elbana. La credibilità di un gruppo dirigente si misura sulla tenacia, la determinazione e la capacità di difendere anche gli interessi dei cittadini del territorio in cui agisce. Non era scontato che sulla sanità il coordinamento politico del Partito democratico dell’Elba si opponesse, in modo così netto, alla linea indicata dal governatore della Toscana, magari arroccandosi su una posizione che individuasse tutti i mali isolani solo nei tagli praticati dal governo Berlusconi, che pure ci sono e coi quali bisogna fare i conti. Questo avrebbe dato piena soddisfazione a coloro che per meri calcoli elettoralistici, cercano tuttora di cavalcare la protesta e dividere la società elbana, se fosse per costoro non saremmo di fronte al cambio di passo significativo che possiamo registrare oggi. Il nostro segretario Federico Mazzei ha saputo mantenere la barra dritta. Mi preme pure esprimere un vivo ringraziamento per la capacità dimostrata nell’ascoltare e farsi carico della voce e delle istanze del territorio sia al consigliere regionale Matteo Tortolini, sia al segretario della federazione Valerio Fabiani. Il Pd dell’Elba ha dato prova di essere un partito di governo capace di affrontare i problemi veri delle persone, senza cadere in localismi sterili, né in nuove forme di assistenzialismo, e senza inseguire nessuno, bensì di affermare la propria politica riformista che per l’Elba presuppone l’ottenimento di prestazioni a misura dei bisogni di una comunità insulare. Per quanto attiene il diritto alla salute, la strada è ancora tortuosa, il Partito democratico continuerà a fare la propria parte, senza abbassare la guardia. Ora, però, spetta alla conferenza dei sindaci avanzare un piano serio e credibile sia alla regione sia all’azienda USL 6, l’importante è che non succeda come quell’accordo di programma, proposto lo scorso anno dal presidente Rossi che a Firenze attendono ancora!». Lorenzo (M)