RIO MARINA E IL RISORGIMENTO: “manifestazione di ostilità verso Governo Granducale”. Il diritto di ponte
ilvicinato@libero.it - «I piaggesi, cui i brucianti problemi politici di quegli anni arrivavano in termini un po’ sfumati, vedevano nel messaggio risorgimentale un possibile utilizzo per elevare le proprie condizioni di vita e di lavoro. Una prima manifestazione di ostilità verso Governo Granducale era già avvenuta nel 1816, quando la popolazione della Marina spinta dalla disoccupazione e dalla fame, seguite alla caduta di Napoleone, dette evidenti segni di turbolenza, tanto che il Consiglio Amministrativo della Miniera, temendo che si assalissero i granai a mano armata, chiese l’intervento della polizia. Un’altra contestazione alla politica governativa seguì nel 1836 quando il Governo Toscano trasformò in un’indennità fissa alcune tributi percentuali sulla spedizione del minerale (diritti di ponte etc.) che da tempo immemorabile venivano percepiti dal Comune di Rio e della Chiesa parrocchiale. L’intento dichiarato dal Granduca era di favorire le esportazioni, ma in realtà il provvedimento tendeva a congelare l’entità di quel gettito in vista di un’espansione della produzione. E quando le esportazioni cominciarono ad aumentare, i riesi s’accorsero ben presto che quel nuovo contributo fisso era ben poca cosa, rispetto a quanto avrebbero incassato con il vecchio sistema percentuale». Lelio Giannoni… Fine 2° Parte