m.camici@ - «La prima filza della Porta di Mare si apre con questo titolo ”Dal dì primo vendemmiatore anno XIII a tutto il 30 nevoso anno XIII” (dal 22 settembre del 1804 al 19 gennaio).La seconda filza si apre con “Pluvioso Primo anno XIII“ (20 gennaio 1804) e termina con 17 Termidoro (17 agosto 1804). La repubblica nata dalla rivoluzione si era dotata di un calendario repubblicano francese avendo rifiutato quello Gregoriano in polemica col cattolicesimo e così anche il computo degli anni iniziava a partire dall’anno primo della rivoluzione (1792). Le annotazioni sono tutte scritte in questo modo: a sinistra cognome e nome di colui che entra ,tipo di merce e quantità ,sulla destra sono riportati i denari incassati(lire francesi).Ci sono cognomi ancora oggi esistenti. Ci sono molti tipi di merce introdotte: vino, uva, vacche, vitelli, farina, capretti, cuoio, olio, orzo, piselli, zucchero, capponi, latte, lenticchie, buoi. Il vino è di gran lunga la merce più introdotta e misurata in boccali ma è anche quella per la quale si paga meno dazio. Per ogni merce introdotta veniva annotato sulle righe di lapis che il cassiere aveva predisposte, a destra l’incasso in lire francesi, centesimi compresi. Per avere una idea dell’entità di queste ”tasse napoleoniche” ho fatto riferimento all’intervallo di sette giorni. In un periodo così breve di tempo le tasse sono oscillate da un minimo di 525 lire francesi ad un massimo di 966 lire francesi». Marcello Camici… Fine 5° parte