ilVicinato@ - «La rosa vanitosa: “Sono magnifica, il fiore
più bello di ogni giardino. Guardate il mio stelo: dritto, robusto, pieno di
spine, per difendermi da chi vorrebbe divorare i miei petali e le mie
meravigliose foglie verdissime. E voi insetti malefici, che volate attorno ai
miei petali, statemi lontano o il mio profumo vi inebrierà e vi farà
stramazzare a terra stecchiti! Sì, sono un bocciolo stupendo… come me non c’è e non ci sarà più nessuno!”. Passarono alcuni giorni, la rosa si aprì e iniziò a perdere i suoi
petali, cominciò ad appassire, finché sullo stelo non restò più nulla. Diventò
concime per le altre rose. La saggezza popolare ci rammenta che nulla è eterno
e se quella rosa fosse stata meno vanagloriosa e prepotente sarebbe stata amata
e ricordata dai più. Vale ieri come oggi o domani!».