30 giugno 2019

IL VANGELO CI PARLA, LA VANAGLORIA: “Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri… Filippesi 2,3-4”

ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «(…) Poeticamente testimoniata in questa pagina biblica, la spoliazione di Cristo, che rinuncia alla propria divinità per diventare simile a noi, è un abbassamento in cui ci ritroviamo coinvolti. Si tratta di lavorare per l'unità della comunità, accogliendo l'altro diverso da te, facendo un passo indietro perché l'altro possa esprimersi compiutamente (…) La "vanagloria" è il contrario del passo indietro che Paolo ci indica: è il continuo sgomitare per imporsi agli altri, per essere sempre al centro. Un atteggiamento che purtroppo ritroviamo anche nella vita delle chiese. Nel mondo antico l'umiltà era la virtù degli schiavi; ma qui viene invece proposta come la salutare capacità di considerare gli altri superiori a se stessi. Gli altri, grazie ai quali c'è sempre da imparare. La ricerca del proprio interesse (potremmo tradurre il termine con il bene) e l'interesse degli altri. Bello questo plurale. Indica la comunità di fede in cui ognuna e ognuno ha da svolgere un proprio compito. Certo, per capire questo testo occorre viverlo, o almeno provarci. Cristo c'invita a farlo e a realizzare così il vero bene. Per noi e per gli altri». Alcuni stralci di una riflessione di Giuseppe Platone, Pastore evangelico