ilVicinato@ - Fonte notizia stampa locale - «Gli agenti della polizia penitenziaria di Porto
Azzurro hanno constatato, domenica 1° dicembre, che un detenuto stava producendo
una certa quantità di grappa per consumarla con altri reclusi. Il carcerato ha reagito
danneggiando le suppellettili della cella e sradicando un termosifone che ha allagato
l’intero reparto, poi ha dato fuoco alla propria stanza e, infine, ha colpito
un agente in pieno viso e gli ha morso a un braccio. Anche i due agenti
intervenuti in soccorso del collega ferito sono stati aggrediti con calci e
pugni dal protestatario. Un gruppo di reclusi ha avviato una protesta nella
sezione attigua danneggiando le loro celle. Un altro detenuto, inoltre, ha
cercato d’impiccarsi e ha dato alle fiamme il materasso del letto, i cui fumi hanno
invaso anche i locali adibiti a infermeria. A parere del sindacato Uilpa-polizia
penitenziaria la casa di reclusione di Porto Azzurro non è idonea a ospitare
persone detenute con pene residue, con condanne inferiori a cinque anni o
quelle affette da disturbi psichiatrici certificati».
