lomarchetti@ - «Siamo
a Rio Marina alla fine degli anni ’60, e più precisamente in un’aula dell’istituto
professionale dove un insegnante sta consegnando i risultati dei compiti in classe:
“Carlo hai fatto bene e eccoti un bel nove, mentre Luigi e Fabrizio hanno
meritato otto, a Paolo ho dato sette, mentre te Cesare che hai fatto un gran
pasticcio, ho dato quattro”. Al che Cesarino si alzò in piedi e disse
sfrontatamente: “Professo’ a me mi deve da’ almeno sei”. “Ma perché ti devo
dare un voto che non ti sei meritato?”, domandò infastidito l’insegnante. E
l’alunno di rimando: “Perché se no, quando sabato viene sua moglie dal
continente, le vado incontro al postale e le dico che in casa sua lei professo’
si accompagna tutte le sere con la bella e bionda insegnante delle scuole
medie”. Il professore, noto per essere un don Giovanni, si arrese all’evidenza
dei fatti, e quel quattro divenne addirittura un sei più». Lorenzo M.
