PD, IL PROGETTO PER L’ELBA: l’ambientalismo del fare
pd.elba@tiscali.it - Per produrre qualità e benessere non basta solo conservare l’ambiente: è necessario piuttosto promuovere azioni che portino a una nuova crescita sociale ed economica. Integrare, in definitiva, gli aspetti ambientali con quelli economici, sociali e istituzionali. L’Isola d’Elba, d’altra parte, possiede tutte le caratteristiche affinché sul suo territorio sia attuato il concetto di sviluppo sostenibile. Qui, infatti, le necessità di crescita possono, anzi devono, rapportarsi con un ambiente tanto bello quanto delicato. Per tutelare i nostri territori bisogna rafforzare i trasporti pubblici e costruire nuove infrastrutture, com’anche recuperare i terreni agricoli e valorizzare i mestieri tradizionali. L’ambiente, dunque, si protegge ponendolo al centro delle politiche per lo sviluppo, la soddisfazione e la ricchezza dei cittadini. L’economia dell'Elba, come quella delle altre isole dell’arcipelago, è troppo vincolata alla stagionalità turistica. Questo richiede la consapevolezza che la crescita economica e sociale presuppone una pianificazione unitaria capace di coniugare benessere e lavoro. Ecco, allora, che l’intera società è chiamata ad una sfida innovativa e su questi argomenti l’ente parco può fare molto. Il Partito Democratico ha scelto l’ambientalismo del fare, che è tutt’altra cosa rispetto alle politiche del “no” e dei veti che tutto hanno fatto fuorché produrre risultati apprezzabili in termini di ecosostenibilità e di sviluppo di fonti alternative di energia. Ricerca e innovazione possono ricondurre alla ricostituzione di un tessuto produttivo; per questo riteniamo che la nautica da diporto (costruzione e riparazione), come le produzioni nei settori delle energie alternative e della bioarchitettura, abbiano una loro ragion d’essere, senza scontare i vincoli della territorialità insulare. Per questo non abbiamo esitazioni a schierarci, ad esempio, a favore dell’eolico, e delle altre energie rinnovabili, con una corretta programmazione della localizzazione degli impianti, perché più energia si ricava dal vento e dal sole più veloce è l’allontanamento dal petrolio. Cosi come, se vogliamo chiudere il ciclo dei rifiuti, una volta sviluppata al massimo la raccolta differenziata, bisogna anche realizzare gli impianti necessari, ovviamente utilizzando le migliori tecnologie disponibili. C’è, fra l’altro, un chiaro bisogno di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente legato al recupero dei quadri paesaggistici abbandonati ed in degrado, nonché una forte riqualificazione delle infrastrutture turistico-ricettive e delle attività produttive legate al territorio ed al comparto del terziario turistico. C’è la necessità di riqualificare i nuovi interventi col recupero del patrimonio edilizio esistente, con un’edilizia sostenibile a basso consumo energetico, dove la qualità ed il rispetto delle risorse diventi una condizione essenziale ed irrinunciabile. Servono interventi nel comparto della portualità commerciale e nelle infrastrutture viarie ad esse collegate, nonché lo sviluppo e l’ampliamento dell’aeroporto di Marina di Campo. Il Partito Democratico ritiene conveniente cogliere le opportunità che le aree marine protette offrono all’intero arcipelago. Riteniamo, tuttavia, che la loro istituzione non possa e non debba essere trattata come un semplice problema burocratico, sia perché le aree marine protette investono l’economia delle isole toscane, sia per il ruolo attivo che compete agli enti locali e alle popolazioni residenti.