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pd.rioma@tiscali.it - GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2009 alle ore 17.30 nei locali del Partito Democratico di Rio Marina: “PIU’ FORTI NOI, PIU’ FORTE TU. Il Circolo di Rio Marina e Cavo dopo le elezioni e verso il congresso”. Partecipano per il Coordinamento Territoriale PD Val di Cornia-Elba: Matteo Tortolini, Coordinatore - Roberto Giannoni, Presidente della Commissione di Garanzia - Simonetta Polverini della Direzione - Presiede il Segretario del Circolo Dario Ballini - Sono invitati i costituenti e i soci fondatori del partito.
fabrizioprianti@yahoo.it - Se continueremo a pensare che fare turismo significhi vendere il traghetto più l’Hotel, ristorante, ombrellone, gelato, lo shopping e tutti i servizi che ci vengono in mente faremo ben poco per rilanciare di nuovo L’Elba come destinazione ambita, pare che non ci siamo resi veramente conto che di tempo ne è trascorso e con esso la composizione dei desideri di chi va in vacanza a spendere i propri denari. Ma aldilà della capacità di applicare tecnicismi, o sviluppare azioni promozionali crediamo logico fare ogni sforzo per ritrovare la nostra identità culturale, le nostre caratteristiche intime che sono stati i reali punti di forza nel passato e che hanno permesso all’Elba di diventare importante, ambita e ricercata realtà, permettendo alla grande maggioranza di vivere con agio. Riteniamo dunque, che solo se saremo in grado di recuperare quei valori, di farli tornare ad essere patrimonio di tutti, di superare particolarismi e personalismi strumentali, allora sì che potremo sperare di tornare ad essere la “Perla del Tirreno” e riconosciuta come tale. Le differenziazioni giustamente sono sempre esistite ed è forse giusto che ci siano, ma devono rappresentare la ricchezza sulla quale sviluppare il confronto e l’incontro e non la divisione; ed era proprio questo l’aspetto che in passato aveva fatto sentire e percepire all’esterno l’Elba come la “Barca” di tutti e non di qualcuno, ed oggi paragonabile ad una flottiglia senza alcuna rotta. Probabilmente se riusciremo umilmente a ritrovare la nostra sintesi culturale e non ci vanteremo di essere tutti strateghi o maghi potremo senz’altro ritrovare quell’apprezzamento che sembra ormai lontano. Fabrizio Prianti
marchetti.lorenzo@tiscali.it – No! I problemi vanno ben oltre il semplice costo dei traghetti. La crisi economica internazione ha aperto nuove sfide e ha fatto emergere i limiti dell'industria vacanziera elbana. Occorre, allora, rifondare il “modello Elba” partendo dagli elementi di forza (robusta risorsa ambientale, culturale e storica) e da quelli di debolezza (rischio di forte degrado dell'ambiente soprattutto per quanto riguarda le coste, la flora e la fauna). Un modello che deve articolarsi sul geoturismo, cioè sui turismi che sostengono e accentuano il carattere geografico del territorio visitato: quello che qui c’è, grazie alla natura e agli uomini, ed altri non hanno! In definitiva tutto ciò che l’antropizzazione del luogo contribuisce a renderlo caratteristico, unico nel suo genere. Su questo modello, una volta discusso e concertato, occorrere far convergere tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali e quindi predisporre una pianificazione unitaria sia in campo economico (fondi strutturali) che territoriale (strumenti urbanistici) e indirizzando su quegli obiettivi la formazione professionale, ovviamente, salvando e migliorando i servizi di base (trasporti, viabilità, sanità, scuola). Da dirsi è una cosa facile, da farsi un po’ meno. Occorre che tutte le energie vive della società elbana e gli enti del territorio condividano il progetto, che i nostri amministratori si presentino “senza il cappello in mano” nelle sedi provinciali, regionali e statali, mostrando di avere le carte in regola, e quindi chiedere/ottenere i necessari finanziamenti… perché chi fa da se fa da solo e chi fa da solo non va da nessuna parte. Lorenzo Marchetti
info@circolopertinielba.org – Importante sviluppare il dibattito, dialogare, cercare verità. Si possono raggiungere risultati utili alla comunità. Quindi accolgo il nuovo invito di Marchetti affinché io intervenga come circolo Pertini (www.circolopertinielba.org), anche se le idee che esprimo sono personali. Caro traghetti. A monte, ribadisco quanto ho già detto altre volte, è determinante che sindaci, sindacati e varie forze sociali, si mobilitino con decisione e forza, per mettere le mani sui problemi da risolvere. Senza di questo non si va da nessuna parte e prevarranno l’interesse economico di parte e le disfunzioni. Le critiche che emergono da più parti sul caro traghetti, sentenziano che sono molti i colpevoli di tale situazione con in testa compagnie navali e governanti. C’è sempre tempo per rimediare, basta coordinarsi, ritrovare unità. Anche Provenzali, esperto politico presente da anni nel consiglio regionale, lo dice: bisogno di unità per difendere l'isola dai mali di sempre. Forse uno dei pochi personaggi della destra che lancia un messaggio del genere. Non sono certo un esperto di trasporti, ma cliccando su Internet ho trovato la tariffa da Milazzo a Lipari: 2 ore di traghetto, 3 persone e un'auto, per 90 euro. In tv promuovono Civitavecchia -Olbia, ancora più ore di viaggio, a 32 euro. Ma quanto costa la stessa tratta di solo un'ora per il viaggio Piombino-Portoferraio, per una famiglia non residente? Anche circa 120 euro di sabato. Ma per un’ora sola di viaggio. C'è qualcosa che non torna. Chi vuole attuare una nuova strategia, diversa, per salvare l'Elba dalle ingiustizie? Stefano Bramanti del Circolo Pertini
info@elbareport.it - Non erano ancora trascorse 24 ore da quel terribile schianto sulla provinciale per Capoliveri e Ruben se n'è andato. Tutti noi dell'informazione dopo aver sentito soccorritori, medici, gli umanissimi "ragazzi" del 118 di Livorno, ce lo aspettavamo, eppure tutti abbiamo voluto credere che si ripetesse quanto già altre volte era accaduto, che qualcuno portato via dal Pegaso e dato per spacciato, appeso alle pale dell'elicottero ed alla vita per un capello riuscisse invece a farcela, magari ritornando mesi e mesi dopo in traghetto a casa, ancora ammaccato a raccontarla. Ruben non la racconterà, non farà il geometra da grande, non cesserà di essere cucciolo d'uomo per farsi una sua famiglia, non voterà per la prima volta. Niente, il suo orologio storico, la sua coscienza di essere si sono schiantate contro un guard-rail di acciaio in un caldo pomeriggio di luglio, il suo cuore si è fermato meno 24 ore dopo. Dovremmo stare qui a far la cronaca e invece ci passano davanti in una carrellata dell'orrore tutti i ragazzi morti in questa maniera stupida (ammesso che ci sia una maniera intelligente per morire) da quando noi stessi eravamo ragazzi, ma notando che più invecchiamo e più queste notizie ci provocano angoscia. I poeti che strane creature ... ogni volta che parlano è una truffa.. diceva De André, a giusta ragione se ripensiamo che qualcuno prima di lui aveva scritto: "Muor giovane colui che al cielo è caro ..", versi truffaldini che non potranno mai risultare consolatori per una famiglia che affronta un dolore immenso come il mare. Ruben Plattner giovane elbano con quel nome da campione di sci, frutto del miscuglio di umanità che quest'isola determina spesso, commentiamo questa tua uscita di scena ingiusta e cattiva con un fiore, pensandoti ancora in mezzo ai tuoi coetanei che sciamano da scuola in motorino, con quelli ai quali è ancora importante ricordare: state attenti ragazzi, non buttate via la sola vita che avete. Sergio Rossi
c.casarosa@alice.it - L’industria del turismo è legata ad un insieme di parametri e il costo dei traghetti è uno di questi, però né l’unico né il più grande. Degli altri fattori si tende, troppo spesso, a non parlarne e, ogni categoria (alberghi, campeggi, seconde case, bar, ristoranti etc.), ha la tendenza a scaricare la colpa sugli altri. Un dato di fatto è certo: qui all’Elba c’è una “classe imprenditoriale” incapace di qualsiasi autocritica che vive nell'illusione che tanto dal fondo del barile prima o poi si risale comunque. Condivido per questa ragione il giudizio di Sergio (Rossi), quando scrive che ci sarà qualche “padano” che darà la colpa ai piombinesi, ai livornesi, ai fiorentini, al parco… Vi chiedo: per quanto tempo possiamo andare avanti con questo colpificio? Chiara Casarosa
acquario@elbalink.it - Il costo folle dei traghetti è, oggi, il problema n°1, seguito dalla sovrabbondanza dell’offerta e dalla pessima promozione. Gli altri nostri difetti sono comuni a quasi tutte le altre località turistiche: ovunque, e ribadisco ovunque, ci si lamenta per prezzi cari, servizio scadente, sporcizia, strade trafficate o maltenute, parcheggi pochi e costosi. Tutto vero, lo sappiamo, ma fino a che punto è poi così decisivo? L’Elba è ancora magnifica, nonostante tutto, e i prezzi, almeno negli alberghi, sono del tutto in linea col mercato. Resta il fatto che un biglietto passeggero sola andata che nel 2007 costava 8 euro, ora ne costa fino a 28. Resta il fatto che una famiglia con due bimbi che volesse farsi la settimana 18/25 luglio, pagherebbe 281,60€ di passaggio nave. E se scegliesse la settimana post-ferragosto 22/29, sarebbero 331.60€. Con 330 euro ci paghi un giorno in più in albergo, un paio di serate in pizzeria e l’ingresso, che ne so’, all’Acquario… Oppure li risparmi e ci vengono fuori i libri per la prima media del pupo. Altra questione, la superofferta. Crescita, crescita, crescita… sviluppo di qua, sviluppo di là… il risultato è che se “essere pieni”, dieci anni fa, significava avere, mettiamo, 100 ospiti, oggi, grazie alle generose “seconde case”, ai falsi peep, ai condoni di massa, per il tutto esaurito ne servono 130. Mentre le spiagge sono sempre le stesse, anzi, si ritirano. Mentre le strade sono sempre le stesse, i parcheggi uguale, e a questo punto, carnaio per carnaio, tanto vale ammassarsi nella più economica (anche se infinitamente più brutta) riviera adriatica. E intanto i Paesi “in via di sviluppo” si sviluppano, con costi dieci volte inferiori ai nostri. Ma all’infinito aumento dei posti letto non può corrispondere un infinito aumento dei potenziali clienti: la popolazione che cresce è quella del Niger e del Bangladesh, impegnata a cercare di sopravvivere con un dollaro al giorno, e non quella dei banchieri svizzeri affascinati da spaghetti e cappuccino. Basta “posti letto”, siamo al limite! Servizi e riqualificazione: questa è la sola strada possibile. Infine, cattiva promozione e poco coordinamento. Qui, la maggiore colpa è di voi politici. E nostra, che vi votiamo allegramente. Ma sono storie già scritte…. Yuri Tiberto
Leggiamo su Camminando e riportiamo le parti che ci paiono più significative - pgonella@tiscali.it – «Non parlo da turista occasionale in quanto abbiamo già visitato mezzo mondo. Questa è forse la vacanza che più ci ha lasciato l'amaro in bocca anche se avete un mare e degli scorci meravigliosi. Ottima l'accoglienza e la professionalità all'hotel villa Gaia in loc. Ottone. Non abbiamo trovato indicazioni per gli accessi al mare (siamo su un isola!) se non per le spiagge a pagamento o con posteggi privati salatissimi:da 5 a 15 euro specie nella parte sud-ovest dell'isola. Non siamo riusciti a prendere la seggiovia (…) Delusione alla villa di Napoleone (…) Al ristorante alla nostra richiesta di una cruditè di spigola (13 euro) ci è stato consigliato di aggiungere un gamberone il quale nel conto finale ci è costato altri 8 euro (un gamberone=8 euro!!!). Abbiamo poi ordinato una gallinella cotta al forno con verdure: udite!, costo di 55 euro al kilo come da scontrino a nostre mani (…) Ho dimenticato di ricordarvi che il viaggio in traghetto A/R di un auto più due persone ci è costato 125 euro (da villa San Giovanni a Messina e ritorno circa 50 euro). Vi scrivo sperando di potervi aiutare a migliorare la vostra bella isola e perché i nostri amici elbani ci sono rimasti male quanto noi per il nostro vissuto». Pierangelo Gonella (Mondovì)
ornella.vai@alice.it - Certamente il costo ed i disagi relativi all'imbarco incidono, ma non sono gli unici responsabili della crisi. Questi fattori ci sono sempre stati, e per decenni abbiamo vissuto "l'Eldorado del turismo". Purtroppo non siamo cresciuti, abbiamo pensato sempre di prendere il massimo offrendo il minimo. Logicamente stiamo pagando la precarietà della situazione economica nazionale e non abbiamo riflettuto sul fatto che la costa tirrenica, che non ha il fascino di un'isola, ma agli occhi di chi proviene dalle città del nord appare comunque come un paradiso, nel frattempo si è adeguata, ed offre servizi migliori dei nostri a prezzi decisamente più competitivi, senza contare che, per le giornate di tempo brutto, durante le quali il mare non è fruibile, ha alle spalle la splendida campagna Toscana, con borghi e cittadine che sono autentici gioielli dell'arte e che tutto il mondo ci invidia. Amo l'Elba, ma credo ci dobbiamo rendere conto che non siamo gli unici ad offrire un bel sole ed un bel mare! Le nostre Amministrazioni uniscano le loro forze per portare avanti una politica comune in grado di tener testa alla concorrenza d'oltre canale. Non è alimentando le piccole beghe locali che potremo salvare la nostra economia. Cominciamo a pensare al Comune dell'Isola d'Elba, in grado di attuare una politica comune dei trasporti, della viabilità, della gestione dei servizi. Non opereremo certamente il miracolo, ma molto potremo fare. Ornella Vai
pd.elba@tiscali.it - Il 21 luglio 2009 si chiude il tesseramento del Partito Democratico in vista della Convenzione nazionale (il vecchio «congresso»). Solo chi sarà iscritto entro quella data potrà partecipare alla scelta e alla conta interna dei democratici nei congressi di circolo. L'iscrizione, oltre ad essere ovviamente nominativa, va fatta di persona. Presentati al circolo del tuo comune.
fabrizioprianti@yahoo.it - Tutti siamo concordi nell’affermare che il turismo è una delle principali voci di formazione del reddito e di sviluppo della nostra isola: dunque la prima ovvia considerazione è che debba essere gestito e organizzato secondo moderni criteri di management secondo i quali, non tutti possono essere profondamente conoscitori della materia un poco come quando tutti vogliamo essere tecnici della nazionale di calcio. Non voglio entrare nel merito delle tariffe delle società di navigazione sarebbe scontato troppo sfruttato e ormai sotto gli occhi di tutti, quindi concedimi come alternativa disquisire in maniera diversa. Esiste, (immaginiamo di sì, visto che le voci che si levano non sono frutto di fantasia), una analisi dei concorrenti, dei potenziali e credibili segmenti che potrebbero essere “aggrediti”, delle risorse necessarie per coinvolgerli, dei servizi minimi per interessarli, o dobbiamo credere che per il rilancio turistico siano sufficienti i “Pacchetti d’offerta” autoreferenziali per dimostrare la nostra capacità di fare turismo? Siamo ancora convinti di essere una destinazione ricercata ed ambita? Non possiamo giocare le nostre carte solo sulle risorse storiche delle quali l’Isola dispone e, crediamo che non possiamo nemmeno ritrovare la nostra capacità competitiva solo affidandoci ad una riqualificazione complessiva dei servizi turistici; un servizio turistico degno o una struttura ricettiva accogliente non rappresentano il valore aggiunto che una località può esprimere: queste sono le “caratteristiche minime obbligatorie” che dobbiamo garantire e soprattutto la capacità di posizionamento di una destinazione, non si gioca sulla pura somma aritmetica della qualità dei servizi offerti dai singoli operatori, ma si crea attraverso il concorso di tutti, con la continua ricerca della più alta sovrapposizione possibile tra i desideri che alimentano la domanda e la capacità di far pensare, che questi desideri, possano essere soddisfatti in un dato luogo a prezzi trasparenti che rappresentano il corrispettivo dei servizi, ma anche per l’insieme di una serie di altre caratteristiche, anche immateriali che si ha garanzia di trovare. Fabrizio Prianti
loredanamaffoni@virgilio.it - Penso che il costo del traghettamento sia uno dei problemi del turismo elbano, ma non il solo; è certo che i costi sono notevoli e troppo differenziati per uno stesso servizio, per arrivare in un luogo, seppur bello, ma che offre solo mare e... Altrettanto cari sono i ristoranti, i bar e molti altri esercizi, che offrono un servizio carente, anche sotto il profilo dell'accoglienza (poca professionalità ed educazione...), con costi spropositati. Oltre al mare ed alla natura (purtroppo trascurata con zone di degrado...) si offrono pochi stimoli di divertimento. Inoltre, i trasporti pubblici, con orari non sempre funzionali, inducono troppo l'uso dei mezzi propri con l'intasamento delle strade... Alcuni paesi hanno e stanno valorizzando i centri storici, ma per farlo veramente serve il contributo fattivo dei privati, con l'apertura di negozi d'artigianato e commercio particolari, zone di parcheggio funzionali e strategiche. Potenziare anche i trasporti via mare per alcune località, in particolare per serate diverse. Sollecitare e condividere con le associazioni economiche un "progetto-qualità", magari individuando degli incentivi... Sicuramente se non avverrà una seria concertazione la nostra attività turistica sarà sempre più esigua e povera (ridotta a 2 miseri mesi, quando ci sarebbero tante differenziazioni da offrire nell'arco dell'anno). Non mi dilungo oltre! Loredana Maffoni