CONTRIBUTI SUL RIFORMISMO: Fontera, discutiamo sui contenuti di un riformismo di stampo europeo e che sia nuovo per davvero!
claudiofrontera@yahoo.it - Esistono diversi riformismi, non solo quello che si identifica col socialismo e la sua storia. Esiste un riformismo legato alla dottrina sociale della chiesa e alle esperienze sociali (sindacali e associative) prodotte dall'universo cattolico-popolare a partire dall'inizio del novecento, fino al moderno riformismo cattolico di un Delors, o in Italia di Andreatta e Prodi, i quali non condividendo l'ideologia socialista, sono pur tuttavia partecipi del movimento riformista europeo. Esiste anche un riformismo di impronta laico-liberale, se pensiamo al PRI di Ugo La Malfa e alla sua tradizione. Nel contesto contemporaneo, questa corrente va dai radicali ai repubblicani europei. Interessante nel quadro europeo l'esperienza di Zapatero, che esce dagli schemi tradizionali del socialismo perché vi inserisce forti elementi di laicismo e di repubblicanesimo (lui definisce la sua politica "Il socialismo dei cittadini"), così come Tony Blair aveva allargato i confini del riformismo verso l'economia liberale. Il socialismo tradizionale, quello dei socialdemocratici svedesi e tedeschi e dei socialisti francesi, mi sembra in forte crisi. I primi sono all'opposizione (dopo decenni di celebre governo), i secondi sono confinati in un ruolo di supporto al governo, molto forte di Angela Merkel. Quanto alla Francia stendiamo un velo pietoso. Dunque la discussione interessante, su cui dovrebbe crescere il PD, sarebbe quella dell'evoluzione del riformismo e del socialismo europeo, del suo cambiamento. Non riusciamo, invece, da due anni, a schiodarci dalla discussione su dove sederci a Strasburgo, se nel gruppo PSE o no e, come sempre accade in Italia, facciamo una discussione ideologica, prevenuta, di schieramento, faziosa, e, quindi, inutile. A me un Partito Democratico che sta fuori dal Partito del Socialismo Europeo mi sembra fuori dal mondo, ma non mi appassiona neanche un PD che sta nel PSE senza fare al suo interno una approfondita e seria discussione sull'esaurimento della spinta propulsiva del socialismo europeo e sui contenuti di un riformismo davvero nuovo e non riverniciato che occorre costruire. Quindi dico, provocatoriamente, che di questa discussione non mi importa nulla (come alla stragrande maggioranza degli elettori del PD) e che aspetto l'occasione di parlare dei problemi veri del riformismo europeo. Claudio Frontera