12 giugno 2009

FASSINO: “Il voto europeo ci consegna un Pd che è una delle forze più grandi del centrosinistra europeo”. Ma può bastare? NO

marchetti.lorenzo@tiscali.it - «Con 8 milioni di voti siamo il primo partito di tutto il campo progressista dei 27 paesi dell'Ue e, insieme all'SPD, i primi anche per numero di eletti al Parlamento europeo. Adesso il nostro obiettivo è costruire un campo riformista europeo che unisca le forze progressiste e di centrosinistra del continente. Lavoreremo da subito per un nuovo gruppo parlamentare nel quale si incontrino gli eletti del Pd e gli eletti delle forze progressiste, socialiste, socialdemocratiche e riformiste europee. E l'originalità del Pd sarà preziosa risorsa per rinnovare il pensiero, la cultura, le politiche del riformismo europeo. Ma aldilà del gruppo parlamentare il tema strategico di fronte all'intero centrosinistra è fare i conti con lo spostamento a destra che ha segnato queste elezioni e dunque occorre ripensare al rapporto tra il riformismo e la società europea e al modo di costruire una Unione Europea in cui i cittadini possano riconoscersi» Così Piero Fassino, parlando coi giornalisti. Io, però, aggiungo: “Oggi, di fronte al cataclisma che ha colpito il partito del socialismo europeo, c’è bisogno di una discussione approfondita e seria sull'esaurimento dei contenuti di questa formula politica, occorre un riformismo davvero nuovo (non più la somma dei vecchi riformismi) che sia in grado di affrontare le sfide di questa crisi economica e, più in generale, di questo nuovo secolo”. Lorenzo