MINIERE A FERRO E ISOLA DI PIANOSA: due riserve indiane? Troppi ministeri, troppe competenze. Lo Scoglio e la ragazza in bikini
marchetti.lorenzo@tiscali.it - Beppe Tanelli conclude il suo post affermando: «il Parco Nazionale è stato e resta un presidio per conservare e promuovere la natura e la cultura dell’Elba e dell’Arcipelago». Ma oggi è davvero così? Prendiamo i due siti che molti ci invidiano: le Miniere di Ferro e l’Isola di Pianosa. Ambedue sono legati dallo stesso destino: la loro proprietà appartiene allo Stato che ne esercita le competenze attraverso troppi ministeri. C'è quello dell'Economia e Finanze e quelli dell'Ambiente, dei Beni Culturali (su ambedue), delle Attività Produttive (solo sulle miniere) e della Giustizia (soltanto su Pianosa). Questi, a loro volta, hanno qui le proprie diramazioni periferiche: Agenzia del demanio, Parco nazionale, Soprintendenza beni architettonici, Soprintendenza archeologica, Delegato governativo per le miniere e Amministrazione carceraria. Agli inizi di questo secolo (eravamo nel 2000-2001) furono sottoscritti alcuni protocolli d’intesa per rispondere ai bisogni economici e sociali del nostro territorio: tutti pressoché disattesi. Nei giorni scorsi il presidente del PNAT, di fronte alla proposta di riapertura del carcere speciale, ha minacciato d’incatenarsi a Pianosa. Pericolo scampato! E allora che si fa? Il presidente della Comunità del PNAT rimette in discussione l’uso degli immobili della Teseo Tesei, anch’essi appartenenti allo Stato. Così, noi cittadini dell’Elba, rischiamo che si continui a concentrare lo sguardo sull’immagine della giovane donna in bikini e non si vedano i problemi (quelli veri!) dello Scoglio.