COSA VOGLIONO GLI ELBANI? Avere le cose essenziali che sono garantite agli italiani del continente. Ma il problema è la classe dirigente!
giovannimuti@virgilio.it – Potremmo iniziare da quelle più importanti: una sanità che funzioni e che, in caso di emergenza, la nostra vita non sia legata alle condizioni del tempo (elicottero che non vola); che ci venga mandata nelle case un'acqua potabile, e non un’acqua pericolosa per la nostra salute; che venisse risolto il problema dei trasporti marittimi che ci nega, di fatto, il diritto di muoverci sul territorio nazionale, al pari degli altri cittadini; la difesa della nostra industria turistica, che significa la difesa dei posti di lavoro, e quindi la tutela del nostro ambiente e delle bellezze naturali, che sono alla base della nostra offerta turistica. Poi il resto: nessuno vuole le buche nelle strade o i lampioni spenti. Ma la soluzione di questi problemi è seriamente condizionata dai grossi interessi, d’oltre canale, che prevalgono sui diritti delle popolazioni locali. Ecco perché non abbiamo il diritto di avere una sanità come gli altri italiani, né acqua potabile nei rubinetti. Ed ecco perché, invece, le nostre colline, le zone umide, e i lungomari vengono invasi dal cemento e i cieli dai tralicci dell’Enel. Un dibattito serio su questi temi dovrebbe essere, prima di tutto, un dibattito sull’esercizio del potere. Quello che dovrebbero esercitare i cittadini nella gestione del loro territorio, e quello, invece, che devono subire come una sopraffazione. Bisogna tenere presente che tutto ciò avviene grazie al "collaborazionismo" della calasse dirigente elbana che trova più semplice sedersi su una poltrona che prendersela con i poteri forti, o con gli assessori regionali. Tanto per esser chiari. Si pone quindi il problema della selezione della classe dirigente. Ma siccome non è facile trovare persone di un certo livello, con esperienza e pronte ad impegnarsi, dovremmo, almeno, utilizzare bene quelli che abbiamo. In questo periodo, invece, le sprechiamo. Non voglio fare nomi, ma abbiamo capitani di lungo corso, con grande esperienza, al comando di una corvetta e allievi ufficiali, ambiziosi almeno quanto inesperti, con ruoli di comando nella nave ammiraglia. Se continuiamo così, Il problemi degli elbani li risolveranno i fiorentini e i livornesi. Dopo, però, aver risolto i loro, se non contrasteranno con i loro interessi e se ne avranno voglia. Giovanni Muti – Il Monello