A DIECI ANNI DALLA MORTE DI CRAXI, è in atto il tentativo di santificarlo dimenticando la verità e la storia
salvatore.insalaco@giustizia.it - Non pensavo che la revisione della propria storia arrivasse a questo punto. Per un vecchio comunista come me, avvicinare Craxi a Berlinguer è a dir poco offensivo per la storia di tutti quelli che hanno militato nel PCI e anche per i vecchi socialisti che con l'avvento di Craxi hanno visto sprofondare il loro partito nel mare della corruzione e degli affari illeciti. Chi è stato comunista al tempo di Berlinguer, non può avere dubbi circa la storia limpida di Berlinguer delle mani pulite e del Compromesso Storico e quella paludosa di Craxi che incontrava Licio Gelli, si beveva Milano tra le tangenti che poi esportava in Svizzera mentre tagliava la scala mobile per i lavoratori dipendenti. Craxi voleva far sparire il Partito Comunista Italiano in concorrenza con la Democrazia Cristiana per assicurarsi il potere. La corruzione era finalizzata a questo scopo. Allora non c'era nulla da capire, e la storia adesso non la si può fare con il "se". Berlinguer, sapeva che la fantomatica Grande Riforma propugnata da Craxi era, nelle migliori delle ipotesi solo un "tentativo di distrazione di massa", nelle peggiori, un tentativo di instaurare un regime. Risultato: non se ne fece nulla. L'amico intimo di Craxi, Berlusconi, adesso riparla di riforme ma, come allora non si farà nulla (per fortuna). Il PD nella sua incredibile ingenuità vuole crederci. Violante, folgorato sulla via di Arcore e D'Alema, stratega irriconoscibile e vittima delle sue stesse tattiche perdenti, sembrano crederci. Mah! Per finire, Craxi aiutò i suoi amici a diventare più potenti con elargizioni a carico dello Stato: infatti il debito pubblico negli anni '80 fece una volata da cui ancora l'Italia non riesce a venire fuori. Diversi tribunali italiani, nel nome del popolo italiano lo hanno condannato per corruzione, finanziamento illecito del partito. Lo Statista della Milano da bere si è sottratto alla giustizia ed è morto da latitante. Questa è la storia. Tutto il resto è noia, direbbe una nota canzone. Saluti. Salvatore Insalaco