ELBA, un’isola che deve essere riconosciuta e non assistita. Una domanda sorge spontanea: e se quelli della Costa fossero più bravi di noi?
marchetti.lorenzo@tiscali.it - Toccare per credere… ecco due esempi emblematici. Prendiamo il Parco Minerario dell’Isola d’Elba dove, dopo qualche tentativo unificante, si è ritornati allo “spezzatino” di barbettina memoria (ogni comune per contro proprio). Nei giorni scorsi un sindaco (addirittura) ha minacciato di uscire dalla compagine societaria (E qui comando io, e questa è casa mia!). Di là dal Canale, invece, c’è la Società dei Parchi della Val di Cornia che gestisce unitariamente 6 parchi e 2 musei, oltre al Castello di Piombino e alla Rocca di Campiglia. L’altro esempio riguarda l’organismo comprensoriale che da noi si chiama Unione dei Comuni, ma meglio sarebbe chiamarla Unione "di" Comuni visto che sono assenti quelli di Marciana Marina, Porto Azzurro e Rio Marina. Abbiamo così un ente “monco” impossibilitato a parlare a nome di tutti i cittadini e delle loro rappresentanze locali. Mentre in Val di Cornia tutti i comuni aderiscono al Circondario. Allora, anziché belare come le pecore della “Fattoria degli Animali” e inventarsi nemici inesistenti molto simili a quelli delle guerre di “1984” (ambedue sono romanzi di Orwell), è bene imparare dai nostri cugini della Costa e “fare sistema” come (da anni) fanno loro. Si ha la sensazione di come all'Elba non ci sia la consapevolezza che quando si litiga (continuamente) ci siano quelli che (giustamente) ne approfittano! La colpa, dunque, non è loro, ma solo «nostra». Mantovani ha scritto: «Sul fatto delle barriere a Piombino, per la prima volta ho visto una coesione civica e politica che in breve tempo ha ottenuto un risultato concreto». Vi sono comunque altri casi positivi, ma purtroppo sono molto rari. I più sono negativi!