21 gennaio 2010

Non ne possiamo più di questa politica, dice il blog di Lorenzo. Che fare? Un tentativo di riflessione, banale, semplicistico

etrusco22@inwind.it - Lo scandalo della banca di Roma, andato in onda in Rai, tangentopoli riesumata col decennale dalla scomparsa di Craxi e l'attuale situazione politica votata a leggi anticostituzionali e altro di negativo. Tre quadri senza dubbio avvilenti e sconvolgenti. Tre momenti importanti di potere distorto, che hanno prodotto degrado, nei costumi, nella morale. Capita spesso quindi che chi ha il potere lo gestisca in modo personale o illegale o giù di lì. Oltre lo Stivale storie simili. Un po' più rosea la vita scandinava, in certi paesi socialdemocratici. Forse. A capo di questo c'è l'uomo, in grado, in certi casi, di ammalarsi rapidamente di egoismo e quant'altro mentre governa una nazione, una banca e altri organismi. Lo dimostrano i fatti citati e il mio amico Fabrizio nota che romani, greci e altri nostri padri non avevano altro stile. Che fare allora? Per fortuna ci sono miliardi di persone per bene, il volontariato, penso a Elba No Limits e altri gruppi. Poi ogni tanto nasce un Gandhi, un Pertini, una madre Teresa. Danno un po' di luce a questo mondo che alimenta disparità sociali e ingiustizie. E' quindi storia vecchia. Non possiamo che fare due cose: una rivoluzione democratica in grado di mettere i paletti per legge alla politica, al potere in genere, molto difficile, e non rinunciare mai agli ideali per tentare di condurre questa bestia d'uomo alla ragione, attraverso appunto elevati obiettivi. Nel 4500 forse qualche passo avanti lo avremo fatto. Chi vuole deve lavorare da subito per il 4500; ci vuole tanta fede, coraggio, fiducia e non sentirsi troppo stupidi, per il fatto di crederci nonostante tutto. Stefano Bramanti