25 gennaio 2010

S’I’ FOSSI… CIO CHE NON SONO E… NON VORREI ESSERE

ilvicinato@libero.it - «S'i' fosse foco, arderei 'l mondo; s'i' fosse vento, lo tempestarei; s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo; s'i' fosse papa, allor serei giocondo, ché tutti cristïani imbrigarei; s'i' fosse 'mperator, sa' che farei? a tutti taglierei lo capo a tondo». A parte Cecco Angiolieri che vorrei tornasse di moda… s’io fossi sindaco vorrei essere solo considerato una persona comune data in prestito alla comunità per poi a scadenza mandato tornare a fronte alta alle mie faccende con la consapevolezza di non aver illuso chi mi concesse fiducia, ma con l’umiltà e la consapevolezza di averli aiutati a vincere il degrado, e paventare orgoglio per avere ottemperato alle loro aspettative avendoli fatti partecipare alle scelte per il paese. Bandirei per una legislatura la politica dei grandi progetti (che non paga mai), e cercherei d’impegnarmi affinché si possa addivenire ad un unico comune, gettando le basi per creare una voce potente e autoritaria che ne valesse otto. Niente di eclatante insomma… la nostra isola ha solo bisogno di tanta umiltà per curare le ferite passate e manutenere ciò che i nostri vecchi ci hanno lasciato ed infine riprendere fiducia in se stessa, forte della sua immensa potenzialità. Altro non vorrei ne saprei fare. Giobbe da Cosmopoli