CHI HA PAURA DELLE INTERCETTAZIONI? Ne hanno paura tutti coloro che hanno interesse a nascondere la trasparenza
raroxas@libero.it - Il bailamme intorno ad una legge che vuole impedire le intercettazioni telefoniche, acquista ogni giorno di più la dimensione di una legge ad personam dedicata a quanti hanno tutto l’interesse a non essere intercettati per nascondere o mimetizzare operazioni truffaldine e/o criminali. Basterebbe solo porre una domanda elementare, ed attendere una risposta che non arriverà mai: «Chi ha paura delle intercettazioni?». Ovviamente ne hanno paura tutti coloro i quali hanno interesse a nascondere la trasparenza, la chiarezza, per proseguire nell’itinerario segreto, nascosto tipico delle associazioni mafiose e massoniche. Questa realtà fu intuita ben oltre duemila anni addietro da Platone, il quale nella sua Politeia, erroneamente tradotta “Repubblica” (sarebbe stato più corretto “Costituzione”), testualmente recita: «Possiamo facilmente perdonare un fanciullo che ha paura del buio, diventa tragico quando, da adulto, ha paura della luce». Rosario Amico Roxas