L'IMMANCABILE TOZZI PENSIERO, fra autoincensamenti, pagelle ai sindaci, autogol e le inevitabili stoccate finali ai: "giapponesi nella giungla"
marchetti.lorenzo@tiscali.it - Precisa e puntuale come un orologio svizzero la profezia si è avverata: Mario Tozzi, nella sua lettera aperta, vanta tutti i suoi sostenitori fra cui il Pd nei suoi massimi vertici, tranne i democratici elbani. Due anni orsono incensò gli stessi pseudo protettori, ma poi fu clamorosamente sementito dal segretario Tortolini: “l’ente parco affronti tangibilmente il rapporto tutela-sviluppo”. Questa volta, tuttavia, il professore va oltre, e al di là del solito auto incensarsi «il presidente del Parco dell’arcipelago non è più solo, mi pare», si mette a rilasciare le pagelle: «qualche eccezione c’è, va riconosciuto, anche fra gli amministratori elbani». A chi dà 5+, a chi 4-, ma c’è anche qualche n.c. (non classificato). Intanto, felice e contento, rileva «qualche crepa nella diga». Tant’è che secondo il Tozzi pensiero «i partiti del centro-sinistra, che, fatta eccezione per il Pd elbano, si schierano in blocco con me» e, buon per lui, «il periodo di Conti sembra per fortuna chiuso per sempre». Infine, però, arriva l’autogol: «Certo è più comodo sentirsi dire che tutto va bene». Ma siccome il lupo perde il pelo e non il vizio, ecco l’immancabile stoccata finale: «l’impressione è che rimarranno in pochi, asserragliati come quei giapponesi che non volevano rassegnarsi alla sconfitta in guerra e che sono rimasti per anni nascosti nella giungla. Per far finire l’età della pietra non è necessario che finiscano le pietre. Oh, è una metafora, che nessuno si offenda, vi prego».