12 giugno 2010

La vita nelle miniere dell'Isola d'Elba ai primi anni del ‘900 tramandata dai protagonisti. IL LAVORO A COTTIMO


marchetti.lorenzo@tiscali.it - «C'erano due tipi di lavoro: al cottimo di escavazione e al cumulo. Quando il minerale cascava giù dalla ripa, i pezzi più grossi andavano a finire sotto la pezzatura piccola, così, dopo la pioggia, lavoravi in mezzo al fango. Riuscivi a scavare 40 tonnellate al giorno solo quando avevi aperto lo scavo, cioè quando ti restava da caricare il minerale di grossa pezzatura. Per ogni cottimo c'erano 4 o 5 persone: due «spicconavano» la roba giù per la ripa, uno spaccava i pezzi più grossi... Gli addetti allo sparo delle mine dovevano fare i buchi con la stampa e la mazza; spesso era necessario, per piazzare le cariche, spenzolarsi giù dalle ripe... Il vagone veniva caricato da 2 persone che lo spingevano sopra una strada ferrata che dal cottimo arrivava fino alla tramoggia, dove il minerale veniva scaricato. Dopo la tramoggia, con una curva ad U, si ritornava indietro. Dopo che avevi scaricato dovevi portare il vagone indietro e la strada ferrata era in salita, magari scivolavi nel fango e non ce la facevi a riprendere subito la lavorazione». Giovanni Soldani (intervista del 1974)