marchetti.lorenzo@tiscali.it - «La giornata lavorativa era di 8 ore, ma si lavorava anche il sabato. La vita di tutti, anche di quelli che non lavoravano in miniera, era regolata dalla sirena, dal “fischio” come lo abbiamo sempre chiamato noi altri. D'altra parte la miniera è dentro il paese e il fischio si sente dappertutto, più delle campane; suonava almeno cinque volte il giorno: prima di prendere il lavoro, all'inizio del lavoro, alle varie interruzioni per consumare il "convio", quando il lavoro finiva... Suonava anche quando, a causa della pioggia, i minatori venivano rimandati a casa e quel giorno non prendevano una lira... era un suono particolare: la sirena fischiava forte, poi più piano e poi ancora forte, lungo... dicevamo: “è suonato il consolato”... pensa, un minatore di Rio Alto si partiva all'alba a piedi, magari lavorava a Rio Albano, si faceva quasi otto chilometri, magari poco dopo suonava il “consolato” e il lavoro veniva interrotto e così quel disgraziato aveva fatto tutta quella strada per nulla...». Clemente Croci (intervista del 1974)