26 giugno 2010

La vita nelle miniere dell'Isola d'Elba ai primi anni del ‘900 tramandata dai protagonisti.I giovani pagati meno. Il serpo e il vagone in piazza


marchetti.lorenzo@tiscali.it - INTERVISTE DEL 1974 «Escluso il vagone, la ferrovia e la tramoggia, ti facevano pagare tutto: dalla munizione, alla zappa, al piccone; dovevi pagare anche la riparazione della pala quando ti si rompeva. Oltre a questo era il capocantiere che ti faceva la paga: quando sono entrato per la prima volta, siccome ero giovane, mi pagavano meno degli altri e questo anche se lavoravo tanto quanto i “vecchi”». Clemente Croci

«La munizione che serviva per aprire i cottimi veniva pagata dai minatori e se il cottimo era povero di minerale era più la rimessa del guadagno... spesso, alla fine della “quindicina”, sulla busta-paga ci trovavi il “serpo”... Il minerale non era tuo, era del padrone; ma quando, per pagare la munizione, magari per un cottimo povero, era il minatore che non portava nulla in casa». Luigi Soldani

«Prima di arrivare alla tramoggia dovevi passare davanti al pesatore che ti segnava le tonnellate di minerale che avevi estratto. Se poi il pesatore ti teneva sotto controllo, ti faceva mettere il vagone “in piazza”, cioè te lo faceva rovesciare prima che tu lo svuotassi nella tramoggia e ne controllava il contenuto: bastava che, mescolate con il ferro, ti trovasse due coffe di sterile perché non ti segnasse nemmeno il minerale che comunque avevi estratto... resta sottinteso che dopo questa operazione dovevi ricaricare il vagone e gettarlo nella tramoggia, tutto gratuitamente e a buon guadagno per il padrone». Giovanni Soldani