L’on. Bosi fa la fotografia dell’esistente che presuppone atti conseguenti e susseguenti. Lo strumento è l’Unione dei Comuni dove lui non c’è
marchetti.lorenzo@tiscali.it – Il sindaco di Rio Marina scrive una lettera agli altri primi cittadini dell’Elba, e lo fa perché ritiene «sia giunto il momento di affrontare collegialmente i veri problemi». Peccato se ne sia accorto solo ora, cioè dopo nove anni di una miope politica municipalista e quando non è più sottosegretario. Questo l’attacco della lettera dell’On. Bosi: «Cari colleghi, ormai sembra essere diventata una moda attaccare i sindaci e parlare male dell’Elba. Ogni argomento è buono, all’insegna di luoghi comuni artatamente creati, come quello delle edificazioni selvagge, per gettare discredito su istituzioni e popolazione. Nessuno però sembra darsi cura dei tanti e gravi problemi che patisce la popolazione residente: tariffe altissime per i rifiuti, l’acqua, i trasporti. A causa dei provvedimenti sul contenimento della spesa pubblica rischiano di chiudere scuole, uffici postali, uffici tributari, tribunale ed ogni altra struttura che non si giustifica per il numero di operazioni. Appena ieri la Asl ha annunciato il taglio di altri posti letto all’ospedale di Portoferraio. La storia è sempre la stessa perché si continuano a fissare parametri in base al numero dei residenti anziché della popolazione effettivamente presente». Ci viene mostrata la fotografia dell’esistente che però presuppone atti conseguenti e susseguenti. La sede e lo strumento per «affrontare collegialmente i veri problemi» dell’Isola d’Elba è quell’Unione di Comuni dalla quale il sindaco Bosi si tiene alla larga.