MARCHETTI: quattro anni orsono scrissi come non doveva essere il presidente del PNAT. Allora fui criticato. A che vale oggi avere ragione?
marchetti.lorenzo@tiscali.it - Era il 19 maggio 2006 quando, in merito alle caratteristiche del futuro presidente del PNT, scrissi come non fosse condivisibile «il metodo che vuole il futuro presidente con la stessa tessera di partito del ministro dell’ambiente (…) La vera discriminante, infatti, è fra chi intende il parco dell’arcipelago solo come strumento di tutela dell’equilibrio naturalistico, e coloro che invece lo vogliono anche attore attivo per un diverso assetto economico del territorio. Bisognerà, in altre parole, scegliere fra coloro che concepiscono l'ambiente come una risorsa essenziale per l’accrescimento economico delle isole toscane». Ovviamente fui subito criticato dai Verdi Arcipelago Toscano e da Legambiente, ai quali replicai: «non condivido che ci sia chi s’auto attribuisce il monopolio delle politiche ambientali, né tanto meno che abbia quello di assegnare le patenti di ambientalismo». I fatti mi dettero torto e, dopo qualche mese, arrivò puntuale la nomina di Tozzi. Nel frattempo abbiamo assistito alla trasformazione del PNAT in una sorta di piccola proloco che gestisce solo vincoli, manifestando un forte disinteresse verso il Parco Minerario e un marcato atteggiamento irrispettoso delle autonomie locali, con giudizi disgustosi sull’Elba e sugli Elbani, ecc. ecc. ecc. Lorenzo Marchetti