GRAMSCI E IL RISORGIMENTO. Da alcune riflessioni di Giuseppe Galasso
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Gramsci riconosce nel «potere d'attrazione» dei moderati sui democratici un caso di attrazione «spontanea» di una forza sociale su altre, ossia l'attrazione di un «gruppo sociale realmente progressivo», perché «fa avanzare realmente l'intera società, soddisfacendo non solo alle sue esigenze esistenziali, ma ampliando continuamente i propri quadri»: dunque, e sempre in termini gramsciani, un caso di «egemonia», non di «dominio», e tanto valido e forte da essere perfino «riuscito a suscitare la forza cattolico-liberale». La condizione di base dell'egemonia dei moderati sta nel fatto che «essi rappresentavano un gruppo sociale relativamente omogeneo, mentre il cosiddetto partito d'azione non si appoggiava specificamente a nessuna classe storica», mancava «addirittura di un programma concreto di governo» e traeva ispirazione - rispetto ai moderati - in molti dei suoi uomini in ragioni «più di 'temperamento' che di carattere organicamente politico».