CENTO ANNI DALLO SCIOPERO DELL’UNDICI. Da luglio a novembre del 1911: giorni di miseria, fame e arresti, ma anche di solidarietà umana
ilvicinato@libero.it - Sono passati esattamente cento anni da una delle lotte più difficili dei minatori, dei marinai e dei metallurgici dell’Elba e di Piombino che si concluse con una delle sconfitte più sonore del movimento sindacale. L’industria mineraria e siderurgica si era appena ristrutturata (grazie a forti contributi statali) e riorganizzava il lavoro chiedendo (come spesso accade anche oggi) sacrifici ai lavoratori in termini economici e di posti di lavoro. Gli operai del comprensorio risposero con lo sciopero, e a loro si unirono i marinai elbani. Gli industriali risposero con la serrata: centotrentacinque giorni di miseria e di fame, di scontri duri e d’arresti. Nei quattro mesi e mezzo di serrata, tra luglio e novembre del 1911, centinaia di bambini che all’Elba e a Piombino non avevano più nulla da mangiare, furono presi in affidamento da altre famiglie operaie e contadine. Una forma di solidarietà promossa dalle Camere del Lavoro della Toscana e dell’Emilia Romagna, ma anche di altre città italiane. La lunga lotta dei lavoratori si concluse con l’accettazione delle condizioni imposte dalle aziende: circa mille operai persero il lavoro, furono ridotte le paghe e fu soppresso l’impiego dei bastimenti degli “armatori liberi” che trasportavano il minerale di ferro agli altiforni di Portoferraio e Piombino.