I circoli del Pd siano dei laboratori veri e propri dove i cittadini partecipano, producono e verificano
ilvicinato@libero.it – I circoli del Partito democratico non possono essere le cinghie di trasmissione tra i dirigenti e gli eletti, devono, al contrario, essere degli spazi di conoscenza. Dei luoghi, insomma, dove si discutono e si affrontano i problemi dei cittadini, siano questi di carattere generale che particolare, cioè le politiche della qualità della vita (ambiente, lavoro, salute, istruzione, mobilità). I circoli, vale a dire quelle strutture di base che hanno contatti diretti con le persone e con le loro difficoltà quotidiane, hanno una ragione d’essere solo se sono dei laboratori veri e propri dove i sostenitori del Pd partecipano, producono e verificano. In caso contrario si trovano schiacciati in un modello anacronistico dove si riproducono, anche se in piccolo, i conflitti di potere.