COMUNE UNICO DELL’ELBA? Sì, ma partiamo con una fase transitoria: integrazione delle diverse funzioni amministrative tra realtà vicine (1)
vince.gerardi@hotmail.it - «Vorrei fare alcune brevi considerazioni a proposito del comune unico all'Isola d’Elba. Questa ipotesi rappresenta, a mio parere, una soluzione logica ed ineluttabile che almeno in teoria, dovrebbe avere conseguenze assai positive in termini di riduzione dei costi e miglioramento qualitativo dei servizi, favorendo una unità d'intenti e uno sviluppo organico e coordinato dei diversi paesi. del resto, otto comuni appaiono oggi francamente anacronistici, in antagonismo tra loro, alcuni con strutture del tutto insufficienti e non in grado di apprezzabili miglioramenti nel prossimo futuro se non a condizioni molto onerose. Tuttavia, se l'operazione non sarà ben gestita, fissando obbiettivi chiari e convincenti con i vantaggi che ne potranno derivare per l'intera comunità, c’è il rischio che non cambi nulla. I "campanilismi" finiranno per prevalere e i comuni "deboli" dal punto di vista economico e con modeste strutture turistiche a disposizione, come ad esempio Rio Marina, rischieranno di trovarsi in difficoltà ed essere "fagocitati", nelle scelte strategiche, dal comune più rappresentativo, cioè Portoferraio. Per queste ragioni sarebbe auspicabile prevedere una fase transitoria finalizzata a favorire una maggiore integrazione delle diverse funzioni amministrative tra realtà vicine (es. Rio Marina/Rio nell’Elba; Porto Azzurro/Capoliveri ecc.) con una ripartizione delle responsabilità (es. accorpando gli uffici tecnici, i servizi di vigilanza urbana, ecc.) e che, unitamente ad altre iniziative, veda il positivo apprezzamento da parte degli abitanti in vista della definitiva integrazione in un comune unico». Vincenzo Gerardi (continua)