14 agosto 2011

LA GRAZIA. Anche se l'opera della grazia trasforma il credente e lo rende libero, egli resta peccatore

ilvicinato@libero.it – «Una delle parabole più celebri di Gesù è quella del padre che accoglie il figlio scapestrato che ha lasciato la casa. L'apostolo Paolo parla della "giustificazione" dei peccatori: Dio cioè non imputa agli uomini le colpe che hanno commesso, ma li riceve come figli e figlie. Questo pensiero è accolto da tutti i cristiani, senza distinzione, è anzi il fondamento della loro religione. La grazia di Dio è un po' come quella che fa un re o un presidente quando condona la pena ad un ergastolano: la sua condanna resta perché al male che ha fatto non si rimedia, ma può riprendere una nuova vita. Anche se l'opera della grazia trasforma il credente e lo rende libero, egli resta peccatore». Tratto dal libro del Pastore Valdese Giorgio Tourn “Alfabeto evangelico”