30 dicembre 2011

COMUNE UNICO, LASCIAMO PARLARE I FATTI. I sindaci non sono stati in grado di creare lavoro perché l'un contro l'altro armati (1)

vince.gerardi@hotmail.it - «Al comune unico risultano essere favorevoli i grandi partiti; contrari quelli piccoli nel timore di perdere il controllo di alcune fette di territorio. Ma sicuramente nessun politico, al quale venisse chiesto di presiedere il nuovo assetto, rifiuterebbe l'incarico. Non aiutano certo a fare chiarezza i fumosi panegirici che si leggono sui quotidiani. Sarebbe quindi opportuno che la Regione desse mandato ad un istituto di ricerca di analizzare quale futuro, dal punto di vista socio-economico, si prefigura per l'Elba. Nel 2008 all'Isola, il rapporto numero pensioni/nuclei familiari è stato del 52,4% prima in classifica Rio Marina con il 61,9%. Con il comune unico, Rio Marina manterrebbe nome, tradizione, struttura amministrativa adattata alle nuove esigenze. Delegando e realizzando progetti strategici, passerebbe da paese di pensionati, (3° comune della provincia con media/età più alta e cioè 48,3 nel 2010), a paese aperto al turismo, con una auspicabile crescita occupazionale, adatto a famiglie con bambini; municipio e non comune. Qual'è il problema? La gestione associata sarà una fase inevitabile e lunga ma non una soluzione definitiva perché rischierebbe di concludersi soltanto con una discutibile spartizione di funzioni. Se così non fosse, non si capisce perché in tanti anni non si è realizzata una minima integrazione, semplificate le strutture, evitate le eccessive cementificazioni, ridotti certi costi, migliorata la qualità dei servizi, incrementato il lavoro. I sindaci non sono stati in grado di fare tutto questo, anche perché l'un contro l'altro armati. La pesante e lunga crisi in atto non dà spazio a temporeggiamenti. Lasciando l'attuale assetto immutato o appena ritoccato, sarà difficile costruire un futuro migliore per i giovani elbani». Vincenzo Gerardi (fine 1° parte)