RIO MARINA E IL RISORGIMENTO. Due cittadini di sinistro opinare: il vice parroco don Alessandro Damiani e suo fratello Giovanni, medico del paese (4)
ilvicinato@libero.it - «Le ferite, inferte nello spazio di pochi anni alla comunità riese, avevano alimentato tra la popolazione uno stato di frustrazione e disaffezione verso il Governo. Questo sentimento rimase latente per decenni, ma nei mesi che precedettero il Quarantotto, quando comparvero i primi segni di quel vasto movimento rivoluzionario che infiammò l’Europa, il clima si fece più irrequieto, sia per la propaganda patriottica di due piaggesi di un certo prestigio, quali il vice parroco don Alessandro Damiani e il suo fratello Giovanni, medico del paese, sia per la presenza di patrioti toscani che vi risiedevano sotto falso nome e che avevano rapporti con “cittadini riesi di sinistro opinare”. Così anche alla Marina di Rio cominciò a montare e a manifestarsi una forte ostilità verso i rappresentanti dell’Amministrazione e del Governo. Alla base di questo stato d’animo vi era senza dubbio un’adesione istintiva agli ideali democratici del Risorgimento che però si mescolava in modo vago e spesso incoerente con interessi di classe, di campanile e personali e soprattutto con la pervicace persuasione dei riesi che le cave di ferro appartenessero alla loro comunità e che la Signoria di Pisa gliele avesse usurpate, ragion per cui tutti i sovrani che si erano avvicendati nel governo dell’Elba, le detenessero in modo illegittimo». Lelio Giannoni… Fine 4° Parte