26 giugno 2015

FRONTERA, L'ASTENSIONISMO RIFLESSIVO: QUELLI DELLO SCIOPERO DEL VOTO. Una quota significativa di elettori né indifferenti né qualunquisti che non vota più a causa di un giudizio di insoddisfazione verso l'offerta politica corrente”

ilVicinato@ - «(…) non parlerei dell'esistenza di un "partito dell'astensione", in quanto le cause di tale fenomeno sono talmente eterogenee, da non poter in alcun modo essere spiegate, affrontate o considerate come un tutto unico. Un "partito dell'astensione"  non esiste e non esisterà mai. È secondo me, opportuno, semmai vedere come si sommino nell'astensionismo almeno tre componenti  tra loro  non coerenti. Le prime due sono tradizionali e non nuove: il qualunquismo (storica presenza non-democratica nella democrazia italiana, quello del "sono tutti uguali") e l'indifferenza (fisiologica quota variabile di disinteresse, disinformazione, scetticismo superficiale, comune a tutte le democrazie moderne). C'è però un terzo fenomeno, nuovo, che porta all'astensione: quello definito dello "sciopero del voto".  Una quota significativa di elettori di destra, centro e sinistra, non indifferenti, né qualunquisti, ma "riflessivi", non vota più a causa di un giudizio di insoddisfazione verso l'offerta politica corrente. Le cause di questa insoddisfazione sono molte e variabili a seconda della provenienza (impotenza della politica di fronte all'economia, fallimenti di tutti gli schieramenti di governo recenti, crisi delle ideologie, squalificazione del ceto politico, questione morale, ecc.) e l'analisi sarebbe lunga. Quello che interessa evidenziare, nel contesto della presente riflessione, è che, in questa nuova componente, l'astensione è frutto di un giudizio.Non importa, qui, neanche la dinamica del passaggio da questo giudizio al non-voto (è una dissociazione del tipo "not in my name"?, è una azione di delegittimazione?, è una rinuncia?). Quello che conta è il rapporto tra il comportamento (l'astensione) e il presupposto di un giudizio politico. In tal senso la "nuova forma di astensione" è, in linea di principio e di fatto, da considerare come un voto (…)». L’articolo completo di Claudio Frontera è pubblicato sul blog http://dettagli.blog.kataweb.it/