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«Ancora oggi, di fronte a dei malati o in occasione di funerali, si
sentono espressioni come: “È Dio che attraverso la tua malattia vuole metterti
alla prova perché tu possa convertirti”. “È Dio che ha voluto la sua morte e lo
ha preso con se”. “L’Aids è un castigo di Dio!”. Sono frasi che avvalorano più
la figura di un Dio contro l’uomo, che quella di un Dio con l’uomo. In questo modo si trasmette l'immagine di un Dio perverso e sadico, che addirittura si compiace della
sofferenza che l’uomo patisce. Ma come può un Dio che è Padre compiacersi in
ciò che sfigura e devasta una persona? Scrive l’evangelista Matteo (7,9-10):
“Qual è l'uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia
una pietra? Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente?”. Gesù ci descrive Dio Padre come
una madre piena d'amore per i suoi figli! Perciò è impensabile
che Dio voglia il cancro, o altre malattie. Tant’è che se è lui che le ha
mandate, il curarsi sarebbe come andare contro la sua volontà. Invece, l’uomo
che ha incontrato Gesù Cristo, sa Dio che cammina accanto a lui, che lotta con lui.
Perciò l’unica strada che il cristiano conosce per aggirare il dolore, è quella
di attraversarlo, non da solo, ma insieme con Dio. Ha scritto Dietrich
Bonhoeffer: Dio non ci salva dalla sofferenza, ma nella sofferenza. Non ci
protegge dal dolore, ma nel dolore, non dalla croce, ma nella croce».
