21 giugno 2015

IL VANGELO CI PARLA. “Il Signore Gesù Cristo dice: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio… Matteo 5,8”

ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «Il cuore, nel mondo antico, era considerato la sede non soltanto dei sentimenti, ma anche dei pensieri. Era considerato il motore delle azioni e delle scelte, tanto spontanee quanto meditate (…) L’esempio più calzante del cuore puro è quello di un bimbo piccolo, di un anno e mezzo, che non ha una propria coscienza autonoma sul bene e sul male. Non sa che cosa è bene e che cosa è male, ma si fida della parola della mamma, si ferma quando la mamma gli dice di fermarsi, corre verso di lei quando lei lo chiama. Non conosce una divaricazione tra pensiero e sentimento, o tra obbedienza e ideale, non rimugina cose del tipo “Non sono d’accordo, ma obbedisco perché mi conviene” oppure “Non appena potrò farlo, presenterò il conto della mia obbedienza”. No. Il sentimento e il pensiero sono uniti nell’ascolto e nell’obbedienza della parola della mamma. Perché questo avvenga, occorre che il bambino, come anche il discepolo, non sia interiormente solo, ma abbia una presenza da seguire e una parola da ascoltare. Quando questo viene fatto con semplicità, cioè senza doppiezza, allora il cuore è puro. Oggi tante persone si dichiarano cristiane nella misura in cui il loro cristianesimo è contenibile all’interno della propria autonoma architettura spirituale ed è ospitabile all’interno dei propri valori di riferimento. Questo non significa avere un cuore puro (…) Scrive Dietrich Bonhoeffer: Vedrà Dio solo chi, in questa vita, ha guardato unicamente a Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Il suo cuore è libero da immagini che possano macchiarlo, non è trascinato ora qui ora lì dalla molteplicità dei propri desideri e delle proprie intenzioni. È tutto intento a guardare Dio. Vedrà Dio colui il cui cuore è divenuto specchio dell’immagine di Gesù Cristo». Brani tratti da una riflessione di Emanuele Fiume, Pastore evangelico