ilVicinato@ - Claudio Frontera: «Parlamentari
e Amministratori locali di Piombino salutano con soddisfazione le anticipazioni
ufficiose che circolano in ordine alla fusione delle Autorità Portuali di
Livorno e Piombino, nell'ambito della riforma portuale in dirittura d'arrivo. Sembra
di capire che, nella realtà piombinese, questa sia ritenuta una soluzione
auspicabile. Le argomentazioni sono le solite: sinergia, fare sistema,
complementarità, ecc. Colpisce l'assenza di riferimenti alla parola
"provincia", una parola che, del resto, a Piombino, fin dal suo
ingresso nella Provincia di Livorno (1926)
in certi periodi di più, in altri di meno, ha sempre sollecitato scarso
entusiasmo. Livorno, dal canto suo, ha ostinatamente scommesso, nel recente
passato, sull'Area Vasta Pisa-Livorno, bell'idea, certo, ma non realistica,
come due decenni di convegni senza effetti hanno dimostrato ormai in modo
definitivo. Scegliendo quella prospettiva anche Livorno ha prestato poca
attenzione alla sinergia con Piombino e alle potenzialità della dimensione
provinciale, con l'eccezione di qualche studio di qualità dovuto alla Provincia
e al compianto prof. Massimo Paoli. Eppure è proprio la dimensione provinciale
ad uscire confermata dalla riorganizzazione portuale ora annunciata, anche per
costruire, al di fuori di municipalismi, la "complementarità",
invocata come punto di forza del riassetto Livorno più Piombino. Ma ci sono
anche altri motivi, forse, a giustificare la calda accoglienza manifestata a
Piombino verso l'annunciata fusione (…)». L’articolo
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