ilVicinato@ - Fonte notizia l’Unità.tv - Alfredo
Reichlin: «Il Pd nel suo insieme, ma
particolarmente io credo la sua sinistra, non va lontano se non esce da dispute
tanto aspre quanto poco chiare e che appaiono alla gente come l’espressione di
problemi interni irrisolti. Non nego affatto la necessità e il valore della
lotta politica anche personale. Ma ho in testa una certa idea dei problemi
italiani e mi colpisce la povertà del nostro dibattito politico. È troppo
arretrato. Non è tale da rispondere alle inquietudini profonde della gente, non
è in grado di suscitare passioni e nuove soggettività. Dopotutto
la democrazia si difende così, non solo con le regole. Perfino un uomo prudente
e schivo come il Presidente Mattarella aveva sentito il bisogno di avvertire in
una delle sue prime “uscite” che da questa lunga crisi sarebbe nato un mondo
molto diverso da quello di prima. Un mondo in cui l’aumento delle ingiustizie e
delle diseguaglianze sta diventando intollerabile e dove la grande questione è
se (e come) i popoli saranno ancora protagonisti del loro destino. Alziamo la
testa. Usciamo da giochi asfittici. Il nostro problema è chiarissimo. È come
orientare il pensiero politico e il sentire intellettuale e morale dei giovani,
come tornare a credere che esiste uno spazio per la sinistra, intendendo con
questa logora parola, finalmente, qualcosa che assomigli a una visione del
mondo e dell’uomo».
