17 settembre 2015

REICHLIN, L’ITALIA È ENTRATA IN UNA NUOVA STORIA (2di2): “La storia non è finita, il mondo sta cambiando in un modo impressionante. Se la politica si chiude nel suo Palazzo a che serve?”

ilVicinato@ - Fonte notizia l’Unità.tv - Alfredo Reichlin:  «Il problema non è Renzi, è che l’Ordine attuale non regge come dimostra anche la svolta a sinistra dei laburisti. Renzi o non Renzi, a me sembra che diventi sempre più necessario trovare un nuovo rapporto tra competizione e solidarietà, tra Stato e mercato, tra potere economico e società, tra ambiente e sviluppo. Pena il disastro. Ci sono dei momenti nella storia in cui il gioco cambia. Prima lo si riconosce, meglio è. Così oggi, quando per rilanciare l’economia e salvare la democrazia occorre un riorientamento politico di fondo che sia in grado di esaltare le spinte individuali e l’efficienza del sistema, ma il tutto insieme con una nuova integrazione sociale. Cominciando dal ruolo lavoro, e dal capitale umano. L’istruzione e il capitale umano non sono solo un problema della scuola ma del “sentire” degli italiani, della loro morale, della loro identità etico-politica, e quindi del rapporto cittadini Stato. Insomma l’italiano come “popolo” moderno, come nazione che ha una grande funzione attuale in Europa e nel Mediterraneo. L’Italia è entrata in una nuova Storia. La domanda è se la necessità di pensare il cambiamento in senso “forte” resta. Io credo di sì. Per la fondamentale ragione che la nuova sovrastruttura politica sociale e intellettuale che si sta formando non può non riflettere nuovi rapporti di produzione. La storia non è finita, il mondo sta cambiando in un modo impressionante. Se la politica si chiude nel suo Palazzo a che serve?».