ilVicinato@ - Fonte notizia l’Unità.tv - Alfredo
Reichlin: «Il problema non è Renzi, è
che l’Ordine attuale non regge come dimostra anche la svolta a sinistra dei
laburisti. Renzi o non Renzi, a me sembra che diventi sempre più necessario
trovare un nuovo rapporto tra competizione e solidarietà, tra Stato e mercato,
tra potere economico e società, tra ambiente e sviluppo. Pena il disastro. Ci
sono dei momenti nella storia in cui il gioco cambia. Prima lo si riconosce,
meglio è. Così oggi, quando per rilanciare l’economia e salvare la democrazia
occorre un riorientamento politico di fondo che sia in grado di esaltare le
spinte individuali e l’efficienza del sistema, ma il tutto insieme con una
nuova integrazione sociale. Cominciando dal ruolo lavoro, e dal capitale umano.
L’istruzione e il capitale umano non sono solo un problema della scuola ma del
“sentire” degli italiani, della loro morale, della loro identità etico-politica,
e quindi del rapporto cittadini Stato. Insomma l’italiano come “popolo”
moderno, come nazione che ha una grande funzione attuale in Europa e nel
Mediterraneo. L’Italia è entrata in una nuova Storia. La domanda è se la
necessità di pensare il cambiamento in senso “forte” resta. Io credo di sì. Per
la fondamentale ragione che la nuova sovrastruttura politica sociale e
intellettuale che si sta formando non può non riflettere nuovi rapporti di
produzione. La storia non è finita, il mondo sta cambiando in un modo
impressionante. Se la politica si chiude nel suo Palazzo a che serve?».
