17 maggio 2016

PERLA AZZURRA, LE CRUDE TESTIMONIANZE DAI CAMPI PROFUGHI: “Quale assurdo grado di amara consapevolezza, quale inimmaginabile coraggio può avere una mamma nel voler consegnare il proprio bambino a noi, dei perfetti sconosciuti, se non la speranza di fargli avere un futuro migliore di questo”

ilVicinato@ Fonte notizia bacheca fb – Alcuni stralci del diario di Perla Azzurra Buonaccorsi, la giovane volontaria piaggese nel campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia: «Ci vogliono bene anche quando avrebbero tutto il diritto di odiarci. È una grande lezione di umanità, e ci vien data proprio da chi dall'umanità non vien quasi più considerato. Saddah ha sei giorni di vita e due fratellini. La sua mamma l'ha partorita qui, dopo essersi fatta il viaggio prima in barca e dopo a piedi, sotto il sole e la pioggia, con due figli piccoli al seguito e uno in grembo al nono mese. Suo marito è in Germania e lei aspetta solo di poterlo raggiungere. Ma ancora non può, perché è bloccata qui dal governo. Dall'Europa che ha paura di lei, dall'Europa che ha paura della piccola Saddah e dei suoi fratellini. Ma Saddah, ovviamente, non è l'unica neonata di Idomeni, e la sua mamma non è l'unica mamma coraggiosa. Poco più avanti, alcuni di noi stanno parlando con un'altra donna, che sta cercando disperatamente di convincere il nostro gruppo a prendere il suo bambino, dopo aver saputo che siamo in partenza per tornare in Italia oggi. "Take him! Take! Fly!". Porge il bambino, ci indica con un dito, poi con la mano simula un aereo che decolla verso il cielo.  Quale assurdo grado di amara consapevolezza, quale inimmaginabile coraggio può avere una mamma nel voler a tutti i costi consegnare il proprio bambino a dei perfetti sconosciuti, senza alcuna garanzia, senza alcuna certezza se non la bassissima probabilità di rivederlo un giorno, senza niente di concreto se non la speranza di fargli avere un futuro migliore di questo».