ilVicinato@ Fonte notizia bacheca fb – Alcuni stralci del diario di Perla Azzurra
Buonaccorsi, la giovane volontaria piaggese nel campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e
Macedonia: «Ci
vogliono bene anche quando avrebbero tutto il diritto di odiarci. È una grande lezione di umanità, e ci vien data proprio da chi
dall'umanità non vien quasi più considerato. Saddah ha sei giorni di vita e due
fratellini. La sua mamma l'ha partorita qui, dopo essersi fatta il viaggio
prima in barca e dopo a piedi, sotto il sole e la pioggia, con due figli
piccoli al seguito e uno in grembo al nono mese. Suo marito è in Germania e lei
aspetta solo di poterlo raggiungere. Ma ancora non può, perché è bloccata qui
dal governo. Dall'Europa che ha paura di lei, dall'Europa che ha paura della
piccola Saddah e dei suoi fratellini. Ma Saddah, ovviamente, non è l'unica
neonata di Idomeni, e la sua mamma non è l'unica mamma coraggiosa. Poco più
avanti, alcuni di noi stanno parlando con un'altra donna, che sta cercando
disperatamente di convincere il nostro gruppo a prendere il suo bambino, dopo
aver saputo che siamo in partenza per tornare in Italia oggi. "Take him!
Take! Fly!". Porge il bambino, ci indica con un dito, poi con la mano
simula un aereo che decolla verso il cielo. Quale assurdo grado di amara consapevolezza,
quale inimmaginabile coraggio può avere una mamma nel voler a tutti i costi
consegnare il proprio bambino a dei perfetti sconosciuti, senza alcuna
garanzia, senza alcuna certezza se non la bassissima probabilità di rivederlo
un giorno, senza niente di concreto se non la speranza di fargli avere un
futuro migliore di questo».
