1 marzo 2017

COMPENDIO MINERARIO, IL VICESINDACO DI RIO MARINA: “Non facciamo come il soldato Hiroo Onoda che per trent’anni continuò a combattere ignorando la fine della guerra”

ilVicinato@ - Fonte notizia Tenews.it - Giovanni Muti, vicesindaco di Rio Marina: «Leggendo alcuni interventi stampa di questi giorni penso a ciò che dovremo sentire quando quel che resta dell’Officina San Jacopo lascerà il posto ad un supermercato e, un privato, metterà mano al Palazzo del Delegato Governativo per ristrutturarlo. Sembra infatti che a qualcuno siano sfuggiti i decenni di incuria e disinteresse che hanno demolito ciò che poteva rappresentare un importante patrimonio storico e culturale ma che oggi costituisce nient’altro che degrado e pericolo. La laveria di Cala Seregola ed il ponte di caricazione di Vigneria sono gli esempi più lampanti. Decenni durante i quali abbiamo assistito, in silenzio, alla fuga della Società Concessionaria senza che provvedesse, come avvenuto in quasi tutte le altre situazioni simili, al ripristino ambientale delle aree sfruttate (…) Oggi è impossibile conciliare da un lato lo sviluppo turistico con l’inquinamento minerario e da l’altro è impensabile che il Comune di Rio Marina o qualsiasi altro Ente possa trovare le risorse per custodire e mantenere l’intero compendio minerario che si estende per molti ettari. È ormai doveroso bonificare una parte di esso poiché soltanto riducendone l’estensione è possibile conservare e valorizzare il resto a memoria della millenaria storia delle nostre miniere ed al tempo stesso volano di rilancio economico (…) Difendere ad ogni costo ciò che poteva essere, ma che non è e non sarà mai, sarebbe come emulare il soldato Hiroo Onoda che per trent’anni continuò a combattere ignorando la fine della guerra».