ilVicinato@ - Fonte notizia Tenews.it - Giovanni Muti, vicesindaco di Rio Marina: «Leggendo
alcuni interventi stampa di questi giorni penso a ciò che dovremo sentire
quando quel che resta dell’Officina San Jacopo lascerà il posto ad un
supermercato e, un privato, metterà mano al Palazzo del Delegato Governativo
per ristrutturarlo. Sembra infatti che a qualcuno siano sfuggiti i decenni di
incuria e disinteresse che hanno demolito ciò che poteva rappresentare un
importante patrimonio storico e culturale ma che oggi costituisce nient’altro
che degrado e pericolo. La laveria di Cala Seregola ed il ponte di caricazione
di Vigneria sono gli esempi più lampanti. Decenni durante i quali abbiamo
assistito, in silenzio, alla fuga della Società Concessionaria senza che
provvedesse, come avvenuto in quasi tutte le altre situazioni simili, al
ripristino ambientale delle aree sfruttate (…) Oggi è impossibile conciliare da
un lato lo sviluppo turistico con l’inquinamento minerario e da l’altro è
impensabile che il Comune di Rio Marina o qualsiasi altro Ente possa trovare le
risorse per custodire e mantenere l’intero compendio minerario che si estende
per molti ettari. È ormai doveroso bonificare una parte di esso poiché soltanto
riducendone l’estensione è possibile conservare e valorizzare il resto a
memoria della millenaria storia delle nostre miniere ed al tempo stesso volano
di rilancio economico (…) Difendere ad ogni costo ciò che poteva essere, ma che
non è e non sarà mai, sarebbe come emulare il soldato Hiroo Onoda che per
trent’anni continuò a combattere ignorando la fine della guerra».