12 marzo 2017

IL VANGELO CI PARLA: “Ricordati, o Signore, delle tue compassioni e della tua bontà, perché sono eterne… Salmo 25,6”

ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «Di persone che vivono in condizioni estreme di miseria e disperazione si dice che sono dimenticate da Dio. Ma allora Dio si ricorda solo di chi vive discretamente o addirittura solo di chi vive nell'abbondanza? Si dimentica di chi mangia solo un magro pasto al giorno e si ricorda di chi può pagare 500 (cinquecento!) euro per una cena in ristorante per due persone? Si dimentica dei minatori che nel Niger estraggono uranio per una paga di fame e si ricorda del terzo della Francia che si rifornisce di energia dalle centrali nucleari alimentate da quell'uranio? Ma ha senso chiedere a Dio di ricordarsi? (…) Il ricordo è l'atto con cui Dio rende operanti le sue compassioni, e questo accade sempre in determinate circostanze, quando una persona riceve vita perché Dio ha voluto conoscerla, incontrarla e parlarle». Alcuni stralci di una riflessione di Bruno Rostagno, Pastore evangelico