ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «Il racconto del sacrificio di Isacco segna un
passaggio definitivo nella storia delle religioni: dai sacrifici umani ai
sacrifici di animali. Cioè: Dio stesso non vuole più sacrifici umani. Ricordiamoci:
nessun altro secolo ha sacrificato più esseri umani che il secolo in cui siamo
nati noi. Questo fatto si deve misurare oggi con il messaggio: Dio non vuole
più sacrifici umani. I testi biblici vanno letti fino in fondo, bisogna vedere
come vanno a finire: Caino e Abele, a prima vista scandalizza il fatto che Dio
voglia più bene a Abele. Ma, alla fine di tutta la Bibbia, non si può dire che
Dio non abbia voluto tanto bene a Caino da dare sé stesso per lui? (…)
Risparmiare i propri figli, significa anche: lasciare il campo alla nuova
generazione. Non è un segno di debolezza, ma un atto di fede. Il Dio d’Abraamo
diventa il Dio d’Isacco. Più di tre volte, negli evangeli, Cristo ci chiama
dicendo: Ora andate e imparate che cosa significhi: Voglio misericordia e non
sacrificio». Alcuni
stralci di una riflessione di Winfrid Pfannkuche, Pastore evangelico
