13 maggio 2017

STATUTA RIVI (sec. XIII): “La votazione era segreta, con le fave per il si è i lupini per il no, e la proposta si approvava con i due terzi”

umbertocanovaro@ - Rubrica XXVI: Del modo del consigliare (2a parte). La settimana scorsa abbiamo analizzato la prima parte della norma, che prevedeva il modo di insediarsi dei membri del Consiglio dei Dodici e dei Quaranta, le principali istituzioni civiche della Rio medievale. Vediamo oggi come avveniva il dibattito e la votazione in aula. «Congregato detto Consiglio, il Capo del'Anziani ordini che si legga la proposta per loro fatta scrivere al meno per li dui terzi di essi e quella letta in piedi per il Canciglieri con alta et inteligibil voce, di modo che da tutti possa facilmente essere  inteso; con modeste e convenienti parole sia lecito ad ogn'uno di detto Consiglio consigliare con licentia (chiedendo la parola, nda) del Commissario (rappresentante del Signore, nda)et invocato il nome di Dio, dica quanto sia il suo parere; et il Cancigliero sia tenuto scrivere e scritto leggere alli consultori, tal che essi, non solo dal Consulente, ma dal Cancigliero ancora possino essere intesi quanto sia stato consigliato; e ciò fatto il detto del Consultore vada a partito  (cioè lo si voti, nda) e tutti li Consegli per li dui terzi al meno si vinchino e non avendo li dui terzi de voti per il si al meno, s'intendino persi; e sia la fava segno di voto favorevole del si et il lupino del Contrario e del no. Quali fave e lupini metteranno i Consiglieri secretamente nel Bossolo; ne sia lecito a persona doppo  reso il voto mostrare il segno che li resta in mano, sotto pena di soldi venti per ciascuno e ciascuna volta che sara contrafatto». Quindi: la votazione era segreta, con le fave per il si è i lupini per il no, e la proposta si approvava con i due terzi. Umberto Canovaro