umbertocanovaro@
- Rubrica XXVI: Del modo del
consigliare (2a parte). La
settimana scorsa abbiamo analizzato la prima parte della norma, che prevedeva
il modo di insediarsi dei membri del Consiglio dei Dodici e dei Quaranta, le
principali istituzioni civiche della Rio medievale. Vediamo oggi come avveniva
il dibattito e la votazione in aula. «Congregato detto Consiglio, il Capo del'Anziani
ordini che si legga la proposta per loro fatta scrivere al meno per li dui
terzi di essi e quella letta in piedi per il Canciglieri con alta et
inteligibil voce, di modo che da tutti possa facilmente essere inteso; con modeste e convenienti parole sia
lecito ad ogn'uno di detto Consiglio consigliare con licentia (chiedendo la
parola, nda) del Commissario (rappresentante del Signore, nda)et invocato il
nome di Dio, dica quanto sia il suo parere; et il Cancigliero sia tenuto
scrivere e scritto leggere alli consultori, tal che essi, non solo dal
Consulente, ma dal Cancigliero ancora possino essere intesi quanto sia stato
consigliato; e ciò fatto il detto del Consultore vada a partito (cioè lo si voti, nda) e tutti li Consegli per
li dui terzi al meno si vinchino e non avendo li dui terzi de voti per il si al
meno, s'intendino persi; e sia la fava segno di voto favorevole del si et il
lupino del Contrario e del no. Quali fave e lupini metteranno i Consiglieri
secretamente nel Bossolo; ne sia lecito a persona doppo reso il voto mostrare il segno che li resta
in mano, sotto pena di soldi venti per ciascuno e ciascuna volta che sara
contrafatto». Quindi: la votazione era segreta, con le fave per il si è i
lupini per il no, e la proposta si approvava con i due terzi. Umberto Canovaro
