umbertocanovaro@ - Rubrica XLVII: “Del Palio di Santo Iacomo” - «Si
provede ancora che l’Anziani che entreranno in Calende Maggio debbino provedere
di fare correre un paro di Calcini di panno et il Gallo e l’Archibugieri una
Beretta il giorno della Festa del nostro advocato santo Iacomo et habbino
arbitrio di spendere in tutte queste cose fin in lire otto». Non abbiamo altri
riferimenti su cosa consistessero questi palii che venivano tenuti per il santo
Patrono di Rio, peraltro nome storico (Iacopo) e ricorrente della Signoria
Appiani. Si può presumere che ci fossero gare di corsa (calcini di panno), fra
animali (galli) e di tiro a bersaglio (archibugio). La spesa autorizzata era
consistente, se si pensa che la paga mensile del giudice era circa cinque lire,
e che certamente non occorrevano gli accorgimenti e le spese di oggi per
preparare una bella festa di paese. Incerto anche se si festeggiasse, come
oggi, il 25 luglio. Umberto
Canovaro
