3 marzo 2018

STATUTA RIVI (sec. XIII): “Il Palio di San Giacomo”

umbertocanovaro@ - Rubrica XLVII: “Del Palio di Santo Iacomo” - «Si provede ancora che l’Anziani che entreranno in Calende Maggio debbino provedere di fare correre un paro di Calcini di panno et il Gallo e l’Archibugieri una Beretta il giorno della Festa del nostro advocato santo Iacomo et habbino arbitrio di spendere in tutte queste cose fin in lire otto». Non abbiamo altri riferimenti su cosa consistessero questi palii che venivano tenuti per il santo Patrono di Rio, peraltro nome storico (Iacopo) e ricorrente della Signoria Appiani. Si può presumere che ci fossero gare di corsa (calcini di panno), fra animali (galli) e di tiro a bersaglio (archibugio). La spesa autorizzata era consistente, se si pensa che la paga mensile del giudice era circa cinque lire, e che certamente non occorrevano gli accorgimenti e le spese di oggi per preparare una bella festa di paese. Incerto anche se si festeggiasse, come oggi, il 25 luglio. Umberto Canovaro