ilVicinato@ - «La festa del lavoro, o dei lavoratori, è nata a fine
‘800. Operai e contadini lavoravano 16 ore al giorno, non avevano nessuna
tutela. La data non è casuale: è stata scelta per commemorare il grande
sciopero generale negli Stati Uniti del 1886: si protestava per ottenere la
giornata lavorativa di 8 ore e a Chicago, negli scontri, morirono 11 persone.
Tre anni dopo, a Parigi, il 1° maggio viene proclamato Festa dei Lavoratori
all’interno del congresso della Seconda Internazionale, l’organizzazione che
riuniva i partiti socialisti e laburisti europei. Alla base, dunque, la lotta
per ottenere più diritti. E oggi che significato ha questa festa? Certamente
è cambiato tantissimo, quasi tutto, dal 1892 a oggi. Ma per molti non è
cambiato lo spirito internazionale e di solidarietà di quella festa. In tanta
parte del mondo si continua a lavorare 11 ore al giorno, e anche nel mondo occidentale
in tanti vorrebbero rottamare le conquiste sociali di 150 anni di lotte».
