ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi: «La “vita in
abbondanza” promessa da Gesù ovviamente non ha niente a che fare con una vita
facile nel “troppo”, piena di cose superflue, egoisticamente senza limiti. È
invece la prospettiva di una vita vera, appassionante, vissuta fino in fondo
con tutto ciò, di gioioso e di difficile che ci viene offerto non ad alcuni in
modo esclusivo, ma a tutti e tutte. Gesù nel suo essersi fatto uomo ha vissuto
e ci ha indicato la vita in abbondanza, piena di passione. Gesù non era un
personaggio triste o ascetico, ma visse in compagnia la gioia dell’amicizia e
dell’amore; lui non ha odiato ma ha amato ed ha perdonato; Lui non si è
abbandonato alla collera, ma l’ha trasformata in una forza costruttrice, in un
servizio; Lui non si è rassegnato, ma ha lottato ed ha pagato di persona; Lui,
Gesù, non ha calcolato o guadagnato, ma ha donato tutto ed ha rischiato; Lui
non ha servito i potenti ma i deboli, gli ultimi, gli esclusi. Gesù non ha
chiuso dei confini, ma ha saputo, al contrario, annunciare e vivere l’amore
sconfinante di Dio liberatore. Lui invita anche noi ad uscire dagli schemi
sicuri e conosciuti, per pensare e creare spazi e tempi nuovi. Spazi aperti
dove condividere ciò che la vita ci offre, difendendo il diritto di tutti e
tutte, senza discriminazioni alcune. Soltanto in questo modo l’abbondanza di
vita si schiuderà per noi». Una riflessione di Anne Zell, Pastora evangelica