ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «Tante
volte stare in silenzio può essere una saggia opzione, soprattutto nel
moltiplicarsi di parole spesso gridate sui cosiddetti social come facebook,
twitter ecc. Il silenzio è dovuto e legittimo soprattutto se la scelta è
motivata col voler ascoltare e comprendere, prima. Il silenzio può essere molto
eloquente, può diventare addirittura atto di resistenza non violenta. Ma per
opporsi alle grida dei violenti e corrotti e senza etica di oggi non basta
astenersi delle parole. Bisogna saper rompere il silenzio senza prendere parte
al pettegolezzo (…) Per contrastare il male la prima Lettera
di Pietro (3,15) sostiene: “Siate sempre pronti a rendere conto della speranza che è in
voi”. Contro ogni frustrazione e paura, che sono terreno fertile per le
ideologie egoiste, razziste e perciò senza etica, ci vogliono persone che sanno
comunicare, vivere e condividere la speranza (…)». Alcuni stralci di una riflessione di Anne Zell, Pastora
evangelica