9 giugno 2018

PORTO AZZURRO, L’UNIVERSITÀ IN CARCERE

ilVicinato@ - «Il 7 giugno era giorno di esami per due detenuti e per l'occasione l'Amministrazione Penitenziaria con il direttore Francesco D'Anselmo, l'Università di Pisa rappresentata dai professori Andrea Borghini, Gerardo Pastore e Elisabetta Rossi oltre la tutor del polo penitenziario universitario professoressa Renata Leardi, hanno fatto il punto di una straordinaria esperienza che negli ultimi tre anni si è consolidata ed intende crescere sempre più. Un percorso iniziato con le prime 150 ore volte a far ottenere la licenza media e che poi è cresciuto, (avendo anche come base le mediamente lunghe pene detentive), con l'istituzione della sezione staccata del Liceo Foresi (1997) la cui frequentazione ha creato la domanda, per alcuni, di proseguire attraverso i corsi universitari (anche via skype) la scoperta di sé e delle proprie potenzialità positive e di riscatto. L'“Università di Porto Azzurro” vanta già tre lauree: storia, giurisprudenza e filosofia, cinque iscritti a Pisa, uno a Firenze, un laureando in Campania e cinque richieste di iscrizione. Si può dire in sostanza che a Porto Azzurro si sta riuscendo a mettere in pratica l'articolo 27 della Costituzione che la legge Gozzini del 1986 che prese le mosse proprio da Porto Azzurro, interpretò al meglio, valorizzando l'aspetto rieducativo della carcerazione rispetto a quello punitivo, normalmente prevalente nel regime di detenzione in assenza di misure specifiche».