ilVicinato@ - «Il 7
giugno era giorno di esami per due detenuti e per l'occasione l'Amministrazione
Penitenziaria con il direttore Francesco D'Anselmo, l'Università di Pisa
rappresentata dai professori Andrea Borghini, Gerardo Pastore e Elisabetta
Rossi oltre la tutor del polo penitenziario universitario professoressa Renata
Leardi, hanno fatto il punto di una straordinaria esperienza che negli ultimi
tre anni si è consolidata ed intende crescere sempre più. Un percorso iniziato
con le prime 150 ore volte a far ottenere la licenza media e che poi è
cresciuto, (avendo anche come base le mediamente lunghe pene detentive), con
l'istituzione della sezione staccata del Liceo Foresi (1997) la cui
frequentazione ha creato la domanda, per alcuni, di proseguire attraverso i
corsi universitari (anche via skype) la scoperta di sé e delle proprie
potenzialità positive e di riscatto. L'“Università di Porto Azzurro” vanta già
tre lauree: storia, giurisprudenza e filosofia, cinque iscritti a Pisa, uno a
Firenze, un laureando in Campania e cinque richieste di iscrizione. Si può dire
in sostanza che a Porto Azzurro si sta riuscendo a mettere in pratica l'articolo
27 della Costituzione che la legge Gozzini del 1986 che prese le mosse proprio
da Porto Azzurro, interpretò al meglio, valorizzando l'aspetto rieducativo
della carcerazione rispetto a quello punitivo, normalmente prevalente nel
regime di detenzione in assenza di misure specifiche».
